Rivoluzione nelle bollicine, l’Asti diventa anche Asti Secco

È la sfida piemontese al Prosecco veneto. In pratica si tratta di riuscire a far diventare secco una delle eccellenze del Monferrato, l’Asti spumante e il Moscato d’Asti. A provarci sono i produttori aderenti al Consorzio di questi due vini, e domenica scorsa, a Canelli, alcune tra le più prestigiose cantine hanno presentato i loro prodotti che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rivoluzionare il mercato delle bollicine, un mercato sempre più in crescita, non solo a livello nazionale ma internazionale.

Difficile (ma non impossibile) che in un primo momento si riesca a scalzare il prosecco, diventato quasi sinonimo di vino italiano soprattutto all’estero, ma di certo la grande esperienza dei produttori piemontesi lascia ben sperare anche per l’Asti. Noi nei giorni scorsi abbiamo assaggiato l’Asti in versione  secca prodotto dalle cantine Couvage di Acqui Terme, una delle realtà produttive più importanti, non solo per i numeri, ma anche per la qualità del territorio piemontese, parliamo di Langhe Roero e Monferrato, territori che sono patrimonio Unesco. L’assaggio è stato una piacevole sorpresa: il vino, a bollicine molto piccole, è molto profumato, al naso riporta un po’ tutti i sentori del moscato, con in più una freschezza che nella versione tradizionale non si ritrova. Il retrogusto fruttato la rende ottimo come aperitivo ma può essere un valido accompagnamento a tutto pasto se, ovviamente, si tratta di pesci o di verdure. Le potenzialità per diventare un grande protagonista internazionale ci sono tutte. A cominciare dall’eleganza delle bottiglie. Unico perplessità è il nome: Asti Secco (ma è una mia opinione del tutto personale) non è bellissimo. Ma l’importante, naturalmente, è il gusto.

Un gusto che, in ogni caso, ha già conquistato un pubblico internazionale visto che l’Asti Secco, lunedì 20, è stato presentato a Nizza, al Teatro Garibaldi, con una degustazione delle migliori eccellenze della gastronomia italiana curata da Valentina Celi e Patrizia Candini, Chef del ristorante Gvins. Insieme ad alcuni ristoranti italiani presenti in città, che hanno offerto le migliori specialità della cucina italiana, una particolare attenzione è stata conquistata dal nuovo Asti Secco, debutto in terra francese, un paese particolarmente sensibile al vino. In questa occasione l’Asti secco è stato presentato da Enrico Gobino, responsabile marketing del gruppo Mondo del Vino, che con il marchio Acquesi ha lanciato questo nuovo prodotto. La novità enologica è stata accolta davvero con grande interesse e rappresenta un sicuro incoraggiamento per il Consorzio, impegnato nella tutela, valorizzazione e promozione di questo nuovo prodotto, ma anche dell’Asti spumante e del Moscato d’Asti.

 

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…