San Lorenzo, la cattedrale della Liguria

E’ la cattedrale dei liguri, nel senso che è la cattedrale della diocesi di Genova, quella che, in qualche modo, governa la chiesa regionale, comprese le diocesi territoriali. E, campanilismi a parte, la chiesa, intesa come struttura architettonica, artistica e storica, è decisamente bella e importante. Una visita, per noi che amiamo Genova anche se siamo delle Riviere, non delude mai. Di seguito la descrizione della Sovrintendenza regionale ai beni architettonici e parte dal portale della diocesi genovese. 


 La cattedrale è dedicata a San Lorenzo, patrono di Genova insieme a San Giorgio, San Giovanni Battista e San Sebastiano.

Secondo il De Officiis di Sant’Ambrogio (sec. IV) e la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (sec. XIII), Lorenzo era di origine spagnola, primo dei sette diaconi romani durante il pontificato di Papa Sisto II (256-258). Tra le funzioni del diacono vi era quella di distribuire i beni ai poveri: Lorenzo divise tra i meno fortunati le sostanze della Chiesa quando il prefetto Cornelio Secolare avrebbe voluto appropriarsene. Presentandosi al prefetto accompagnato dai suoi poveri, li definì il vero tesoro della Chiesa. Fu arrestato e torturato su una graticola rovente il giorno 10 agosto (data in cui celebra la sua memoria) e secondo la tradizione avrebbe detto prima di morire: “Da questa parte sono arrostito, girami dall’altra e mangiami”. È rappresentato frequentemente come diacono con la dalmatica e il libro dei salmi; più frequentemente come martire con la graticola e il ramo di palma in ricordo del martirio. La Chiesa ricorda San Lorenzo il 10 agosto.

 


La chiesa di San Lorenzo è la cattedrale della diocesi di Genova almeno dal secolo IX e fu costruita tra il X e la fine del XIV secolo, con interventi successivi fino alla contemporaneità. Essa è il risultato di uno straordinario progetto collettivo che ben rappresenta l’architettura genovese. 

La facciata presenta portali gotici, per i quali furono chiamate maestranze francesi nel secondo decennio del XIII secolo; il paramento, tipico del gotico genovese, alterna strisce bianche di marmo a quelle nere di pietra di promontorio. I tre portali posti sulla facciata principale sono del XIII secolo, quelli posti nelle fiancate, unici elementi della cattedrale di epoca romanica, sono rispettivamente il portale di San Giovanni nel lato Nord, sulla omonima piazzetta (XI secolo), e il portale di San Gottardo, sulla via San Lorenzo, del 1160 circa. Il grande rosone centrale risale al XIV secolo, nello stesso periodo si conclude la parte superiore della torre di sinistra, mentre la torre di destra fu completata solo nel 1552. A Galeazzo Alessi fu affidato il compito, nel 1550, di restaurare l’edificio danneggiato dal fuoco; la sua impronta è visibile, infatti, nella cupola posta sul tamburo poligonale. I due leoni che fiancheggiano la scalinata risalgono all’Ottocento (1840) e sono opera dello scultore Carlo Rubatto. L’interno della chiesa è composto da tre navate, la centrale sormontata da un falso matroneo. Sopra la porta mediana si trovano due affreschi dipinti tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV che raffigurano il Giudizio universale e la Glorificazione della Vergine, sono in stile bizantino e si rifanno all’iconografia di Costantinopoli di quel periodo. Lungo la navata sinistra si trova la cappella di San Giovanni Battista costruita tra il 1450 e il 1465, con statue di Matteo Civitali e Andrea Sansovino. E’ utile ricordare, che recenti restauri effettuati sull’altare maggiore, hanno reso visibili parti in muratura appartenenti all’abside della chiesa risalente al VII secolo.

Le prime notizie certe che attestano l’esistenza della Cattedrale di San Lorenzo risalgono all’878, anno in cui il vescovo Sabatino predispose la traslazione delle reliquie di San Romolo. Grazie alle indagini archeologiche si è potuta escludere la presenza in loco di edifici religiosi anteriori alla prima metà del VI secolo. La cattedrale di San Lorenzo non sembra quindi essere stata la prima sede vescovile della città: le fonti ufficiali e la tradizione religiosa cittadina ricordano infatti diversi nomi di vescovi risalenti al IV – V secolo. L’arcivescovo Jacopo da Varagine indica inoltre nella sua Cronaca Civitatis Ianuae (XIII secolo) l’attuale chiesa di San Siro (allora intitolata ai Dodici Apostoli) come la prima Cattedrale cittadina.

Durante il X secolo, la Cattedrale di San Lorenzo acquisì una crescente importanza all’interno del contesto cittadino, sia dal punto di vista religioso che da quello civile, grazie anche alla sua ottima collocazione nel tessuto urbano: a partire dal 1007, quando l’antica basilica di San Siro fu affidata ai monaci benedettini, San Lorenzo divenne il polo vescovile (e politico) esclusivo della città, almeno sino al XIV secolo. Fra il XI e il XII secolo le autorità cittadine disposero la costruzione di un edificio religioso in grado di rappresentare la crescente potenza di Genova: il progetto fu affidato ai Magistri Antelami, maestri architetti, scultori e carpentieri di tradizione romanica provenienti dalla Valle d’Intelvi (nel comasco). Nel XIII secolo (circa 1230) si decise di rinnovare totalmente la Cattedrale avviando un nuovo progetto architettonico che comportò una grandiosa ristrutturazione: l’edificio prese l’aspetto che ancora oggi conserva di Cattedrale gotica, con l’imponente facciata a due torri. Benché opera di due artisti di origini franco-normanne, il progetto gotico prevedeva l’introduzione di diversi elementi decorativi propri della tradizione architettonica mediterranea in grado di mitigare l’impianto francese della Cattedrale. Dell’antica costruzione romanica furono salvati i due portali laterali di San Giovanni e San Gottardo. I lavori subirono però una battuta d’arresto a metà del XIII secolo, forse a causa di una crisi economica; il rovinoso incendio nel 1296 comportò poi la sostituzione dei colonnati interni e di gran parte dei capitelli. A questa fase (primi decenni del Trecento) risalgono gli affreschi sopravvissuti della controfacciata e delle navate laterali, opera di un ignoto pittore di tradizione bizantina. Nel corso del XIV e XV secolo cominciò la costruzione delle cappelle e degli altari sulle navate. I lavori per la Cappella del Battista, che conserva le ceneri del Precursore, cominciarono nel 1450. Nel XVI secolo, a causa di un esplosione del deposito delle polveri sito nel Palazzo Vescovile, furono restaurate le coperture, gravemente danneggiate, ad opera dell’architetto manierista Galeazzo Alessi (1512-1572). All’interno vi operarono i più grandi artisti genovesi e non del XVI e XVII: Luca Cambiaso (1527-1585) che realizzò alcuni dipinti e affrescò la Cappella Lercari insieme a G. B. Castello, detto il Bergamasco (inizi XVI secolo-1569); Lazzaro Tavarone (1556-1641) al quale i Padri del Comune affidarono negli anni ’20 del XVII secolo la decorazione della zona absidale con le Storie di San Lorenzo; Federico Barocci (1535-1612) che realizzò nel 1596 per Matteo Senarega la pala d’altare con la Crocifissione con Vergine, San Giovanni e San Sebastiano. (Ilaria Brigati e Nicoletta Fazio)

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…