Sanremo gioca con il turismo

Passato il grosso delle festività natalizie anche questo blog torna in attività. E lo fa parlando del casinò di Sanremo, un po’ perché è un pezzo di storia del turismo, un po’ perché in questi ultimi giorni di festa tra tombole e lotteria della Befana si gioca ancora. Quello di Sanremo è l’ultimo casinò rimasto in Liguria mentre, prima della seconda guerra mondiale, erano in attività anche quelli di Alassio e Rapallo. Ecco la storia del casinò di Sanremo. 



Il Casinò Municipale della città di Sanremo è un edificio in stile liberty progettato dall’architetto francese Eugène Ferret. Venne inaugurato il 12 gennaio 1905 ai tempi del sindaco Augusto Mombello con il nome di Kursaal. Gestito per i primi due anni dall’architetto parigino Eugene Ferret fu un teatro dove si organizzavano feste, ricevimenti, spettacoli e concerti. All’interno di esso era praticato il gioco d’azzardo, come d’altronde accadeva nella maggior parte delle città turistiche, ma senza alcuna autorizzazione ufficiale, ma solo con il placet delle amministrazioni locali. I primi croupier a operare all’interno della casa da gioco provenivano da Ostenda (Belgio), dove esisteva una rinomata scuola.

Nel 1927 fu nominato podestà della città di Sanremo l’ingegnere Pietro Agosti il quale, con un lungo lavoro di tessitura, richiedendo anche l’intervento diretto di Benito Mussolini ottenne il Regio decreto del 22 dicembre 1927 che sancì ufficialmente la nascita del Casinò di Sanremo in cui poter praticare legalmente il gioco di azzardo. Il Casinò di Sanremo aprì ufficialmente i battenti il 21 gennaio 1928 con una serata di gala inaugurale. La concessione nel frattempo era stata affidata ufficialmente alla Società Anonima Casinò Municipale di Sanremo diretta da Luigi De Santis.

Subito fu indetta una assemblea che deliberò l’ampliamento dei locali creando due nuove ali, l’allestimento del salone interno in stile ‘500 e le due cupole laterali visibili sulla facciata.

Il 14 aprile 1934 la società cambiò ufficialmente nome in Società Anonima Iniziative Turistiche (SAIT). Nell’ottobre dello stesso anno, a causa della morte del cavalier De Santis, le azioni passarono alla moglie Maria Strambini che nei primi mesi del 1935 le cedette al cavalier Angelo Belloni che ne assunse la direzione.

Nel giugno 1940 fu chiuso con decreto del Ministero dell’Interno per via della guerra. Riaprì a conflitto concluso. Dopo gli anni del conflitto, il casinò riapri ufficialmente la sera del 31 dicembre 1945. Nella primavera 1948 la società concessionaria CIRT (Compagnia Italiana di Ricostruzione Turismo) viene estromessa, così il Ministero dell’Interno il 25 febbraio 1948 commissaria il casinò con il prefetto Omodeo Salè che riuscirà a sistemare la situazione che era precedentemente sfuggita di mano. Affianca alla normale gestione del casinò molte serate mondane che richiamano nuovamente a Sanremo la clientela del 1° dopoguerra. Alla fine del 1949 la gara d’appalto vede nuovo concessionario della casa da gioco il commendator Pier Busseti.

Il 29 gennaio 1951, nel Salone delle feste si svolse la prima edizione del Festival di Sanremo presentato da Nunzio Filogamo. Il casinò fu sede del Festival della Canzone Italiana ininterrottamente dal 1951 al 1976 quando nel 1977 si spostò al Teatro Ariston.

Il 19 febbraio 1953, in seguito alla morte del commendator Pier Busseti, la concessione del casinò fu affidata alla società ATA dell’industriale milanese, nonché presidente dell’Inter, Carlo Masseroni. Il gennaio 1959 il vertice dell’ATA fu preso dall’avvocato Luigi Bertolini, proprietario dell’albergo Reale. Durante la gestione Bertolini scoppiò uno scandalo di tangenti che travolse l’amministrazione comunale, tra cui il sindaco Viale. Il 16 febbraio 1969 il casinò fu commissariato. Nell’estate del 1972 scoppiò un secondo scandalo relativo alla sparizione di circa due miliardi di lire all’anno, così, praticamente fallita la gestione pubblica del casinò tra scandali vari, nel 1981 fu affidato nuovamente ai privati per breve tempo.Il 1º dicembre 2001 fu istituita la società Casinò Spa e gestisce tuttora la casa da gioco, con un consiglio di amministrazione.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…