A Sanremo si mangiano i fiori di Albenga…

Villa Ormond è un vero gioiello di architettura, di storia, di cultura, di pace (ma di questo parleremo in un prossimo post) che in questi giorni sta ospitando Villa Ormond in Fiore, una sorta di anteprima di Floranga, dal 9 all’11 marzo, la grande mostra che esalta il fiore matuziano. Villa Ormond in Fiore parla, soprattutto, dei fiori da mangiare, seguendo l’insegnamento di Libereso Guglielmi, il grande botanico, giardiniere, filosofo anarchico e geniale che a Sanremo è nato e cresciuto, poi tornato dopo una lunga esperienza tra fiori e piante. Oggi i fiori in cucina non sono più una stravaganza, ma un vero must, al punto che Ravera Bio, azienda di Albenga, li sta producendo, al momento per un ristorazione consapevole e gourmet, ma con l’obiettivo di ampliare il pubblico dei consumatori. Claudio Porchia, giornalista e gourmet, Livio Emanueli, direttore di Villa Ormond Events, Maria Silvana Sicari, presidente del Garden Club Filantea, hanno organizzato una tre giorni dove i fiori entrano nel piatto. Martedì pomeriggio sono stati protagonisti gli albenganesi, Ravera Bio, appunto, la chef Cinzia Chiappori dell’Osteria del tempo Stretto di Albenga e chi scrive, in uno show cooking dove petali di begonie e salvia (ma anche viole, petunie e quant’altro) sono stati protagonisti.

Lo show cooking di Cinzia Chiappori, supportata dalla figlia Miranda e dalla preziosa sous chef Nicoletta Ferrero, è stato semplice ma efficace, replicabile anche a casa. “In pratica ho abbinato una maionese leggera (un uovo intero, un tuorlo, pizzico di sale, goccia di aceto e limone e olio di oliva o girasole) ad alcuni petali di fiori, a seconda di cosa abbinare a questa salsa. Con la begonia, piccantina, ci sta bene una carne (ma senza salsa il fiore di begonia sta benissimo con il pesce, anche crudo), mentre con carni leggere la maionese si sposa con il fiore di tagete, più dolce”, racconta Cinzia. Il terzo assaggio, accompagnato da grissini e pane fatto da Cinzia con lievito madre (chi volesse comperarlo o comperare il lievito madre può farlo, mentre a maggio l’Osteria del tempo Stretto organizzerà un corso per la panificazione famigliare), ha riguardato una crema di formaggio di capra (con cipolla egiziana, altro must della nuova ristorazione delle erbe) dell’azienda Korban di Cortemila, gestita da giovani appassionati che hanno lasciato un lavoro sicuro per una scommessa di eccellenza agroalimentare. Appassionato e competente il pubblico, superiore alle attese, interessato ad un nuovo modo di interpretare la cucina tradizionale, ben radicata nella tradizione, ma aperta alle novità. Alla prossima.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...