Savona, una mostra ricorda Milena Milani

Una mostra per celebrare i 100 anni dalla nascita di Milena Milani, scrittrice, ceramista, gallerista, agitatrice culturale savonese. La mostra sarà inaugurata sabato 16 dicembre al Priamar di Savona ed è realizata in collaborazione con il Comune di Savona, curata da Carla Bracco e Renata Guga-Zunino, gode del contributo di Fondazione De Mari e di Coop Liguria, e del patrocinio di Regione Liguria e Comuni di Albissola Marina e Albisola Superiore. Il catalogo, ricco di testimonianze storiche, foto d’archivio ed immagini delle opere in mostra, è edito da Marco Sabatelli Editore. Orari: Venerdì , Sabato e domenica e martedì 26 dicembre:  10,30-12,30 / 15,00-17,30. Conferenze: Sabato 20 gennaio, ore 16,00 Cappella del Palazzo del Commissario-Fortezza del Priamar. L’artista Milena Milani ed il suo mondo.  Dalla Galleria del Naviglio al “Cenacolo” di Albisola Milani a cura di Renata Guga-Zunino. Sabato 3 febbraio, ore 16,00 Cappella del Palazzo del Commissario-Fortezza del Priamar. Milena Milani scrittrice, il successo e la trasgressione. A cura di Giuliana Romano Bussola. Info: www.arteneidintorni.it; associazioneberzoini@gmail.com

Il 24 dicembre del 1917, nasceva a Savona Milena Milani. Personaggio eclettico ed inquieto, ha spaziato nella sua lunga vita nella scrittura, con romanzi che le hanno dato la notorietà, nella poesia nella pittura e nella ceramica. Si è circondata di personaggi dell’arte e dello spettacolo, formando il fulcro di quel cenacolo che tra Venezia, Milano, Roma, Cortina, e anche Albisola, ha segnato la vita culturale non solo del nostro Paese ma del mondo intero. Dubuffet, Mirò, Calder, Kline, tra gli altri, entrarono in contatto influenzando ed influenzandosi in quelle contaminazioni che hanno da sempre portato a nuovi orizzonti.

In occasione di questa ricorrenza e per un doveroso tributo che la nostra terra deve a Milena, l’Associazione Lino Berzoini con il formidabile contributo di Renata Guga- Zunino, erede del patrimonio di opere e di ricordi della zia, allestisce la mostra Milena Milani, cento anni d’arte e di vita presso le sale del Palazzo del Commissario al Priamar di Savona;  l’esposizione inaugurata il 16 dicembre alle 11,30 proseguirà fino al 18 febbraio 2018.

Infatti, anche se nel luglio del 2013 si è conclusa la vita di Milena, il suo ricordo resta impresso in quei tanti che l’hanno conosciuta e frequentata. Per loro e soprattutto per chi non ha avuto modo di ascoltare da lei le sue esperienze, questa è l’occasione per ritrovare le opere sue e di alcuni dei più importanti rappresentanti della pittura da Mirò a Fontana, da Capogrossi a Scanavino, da Crippa ad altri che rappresentarono il suo mondo. Con le opere di Carlo Cardazzo, compagno di vita e d’arte, le parole dipinte e stampate di Milena si ritroveranno accanto in un legame che non si è mai concluso, nonostante la prematura morte del celebre gallerista nel 1963. Corollario all’esposizione si vedranno le foto uniche, ritrovate da Renata, amata nipote, testimonianza di quelle frequentazioni che nei campi del teatro, cinema, comicità e musica ampliavano l’orizzonte di personaggi che hanno fatto la storia nei loro campi.

Come costume dell’Associazione Berzoini, alla mostra saranno collegati alcuni appuntamenti di approfondimento per la figura della Milani, il 20 gennaio ed il 3 febbraio presso la Cappella del Palazzo del Commissario, la prima sull’artista ed il suo mondo, la seconda sulla scrittrice tra successo e trasgressione.

 

QUESTA LA SUA BIOGRAFIA TRATTA DA WIKIPEDIA

 

Nata a Savona nel 1917 (e non nel 1922, come dichiarò per decenni), abitava davanti agli impianti ferroviari sul Letimbro, al civico n° 6 di Via Quattro Novembre (allora, faceva parte di Via Venti Settembre), in un edificio all’avanguardia per quei tempi. Il padre, Tullio Milani, agronomo, era nato a Livorno. La madre, Anna Antonione, era nativa di Dogliani. Più volte ha ricordato d’essere stata stata battezzata Milena poiché, se fosse nata maschio, l’avrebbero chiamata “Lenin“. A Savona la Milani ha completato gli studi presso l’Istituto magistrale conseguendo il diploma.

Frequenta poi l’Università La Sapienza di Roma. Nel 1941 è lettrice per la poesia ai Littoriali di Sanremo. È una presenza vivace sul giornale del Guf, Roma fascista, cui collabora con servizi sull’arte di guerra e sulla gioventù femminile universitaria tedesca. I rapporti con Benito Mussolini e con il fascismo tuttavia si incrinano quando Milani diventa frequentatrice a Roma del gruppo di intellettuali che si riuniscono nella terza saletta del Caffè Aragno. Inoltre con alcuni studenti guidati da Giuseppe Ungaretti e Corrado Alvaro partecipa all’occupazione di un quotidiano fascista in via del Tritone. Nel 1942 incontra a Roma Filippo Tommaso Marinetti che la nomina “Comandante generale di tutte le donne futuriste d’Italia”.

Nel 1943 viene costretta per intervento delle SS a lasciare Roma e grazie a un lasciapassare si stabilisce a Venezia. In questa città avviene l’incontro con il collezionista e mercante d’arte Carlo Cardazzo che diventerà suo compagno fino al 1963, col disaccordo della di lui famiglia. Giornalista sportiva, seguì il Giro d’Italia sulla rivista Il Campione.

Negli anni sessanta il suo romanzo, La ragazza di nome Giulio, edito dalla casa Longanesi, diventa un caso letterario ed editoriale. Apparso nel 1964, il libro è al centro di polemiche e viene presto sequestrato, mentre sia l’autrice che lo scrittore Mario Monti, direttore di Longanesi, sono processati e condannati a sei mesi di reclusione per pubblicazione oscena oltraggiante il comune senso del pudore, il 22 marzo 1966. Numerosi intellettuali italiani, a cominciare da Giuseppe Ungaretti, si schierano in quell’occasione a fianco della Milani che viene successivamente assolta con formula piena nel processo di appello nel 1967, con la motivazione che: “Gli spunti erotici si inseriscono armoniosamente nel tessuto narrativo e rispondono alle esigenze descrittive che il tema della donna condannata alla solitudine suggeriva e che sono state felicemente realizzate nell’unità poetica dell’opera”. Era difesa dall’avvocato Salvatore La Villa. Tradotto in numerose lingue e molto venduto specialmente in Francia, Stati Uniti e Inghilterra, il libro ha raggiunto la quindicesima edizione e ne è stato tratto il film omonimo La ragazza di nome Giulio del 1970. Nel 1966 è comparsa nel film Scusi, lei è favorevole o contrario? di Alberto Sordi.

Negli anni Settanta abitava in Via Amilcare Ponchielli, ad Albissola Marina, nel noto condominio chiamato “Casa di vetro”. In quel periodo frequentava, a Milano, via Ercole Oldofredi, dove era la sede della Rusconi Libri che pubblicava le sue opere letterarie. Una sfruttata battuta era: “Milena Milani a Milano”. Nel 1983 pubblica Io donna e gli altri (edito da Longanesi), una storia d’amore dedicata a un uomo che non ritorna e che la protagonista ricerca attraverso città e paesaggi differenti.

 

Lottò vanamente per salvare dalla demolizione l’ottocentesca stazione ferroviaria “Letimbro”, cui era molto legata, avendoci abitato davanti da giovane prima di partire per gli studi universitari a Roma. Ricordava la stufa a legna della sala d’aspetto, col grande specchio, in cui vedeva riflesso il proprio viso di ragazza. Oltre che di letteratura, Milena Milani si è anche occupata attivamente di pittura, lavorando dal 1946 al 1963 con Carlo Cardazzo alla Galleria del Naviglio di Milano; ha inoltre fatto parte della corrente artistica dello spazialismo dalla sua fondazione, con Lucio Fontana, e ha partecipato con opere e scritti alle esposizioni di gruppo di questo movimento.

La sua prima mostra personale ha avuto luogo nel 1965 alla Galleria l’Argentario di Trento e, nello stesso anno, al Circolo degli Artisti di Albissola Mare. Nel 1969 ha esposto alla Galleria Regis di Finale Ligure; nel 1969 alla Galleria Il Punto di Torino e alla Galleria del Centro di Vercelli; nel 1970 da “Chez Venier” a Cortina d’Ampezzo, alla Galleria Il Traghetto 2 di Venezia e alla Galleria La Fontana di Savona; nel 1971 alla Galleria Il Salotto di Genova e alla Galleria Zanini di Roma; nel 1972 alla Galleria d’arte Farsetti di Cortina d’Ampezzo, alla Galleria “Bon à tirer” di Milano, alla Galleria Christian Stein di Torino, alla Galleria d’arte Cavour di Milano, alla Galleria dei Carbini di Varazze, alla Galleria de “Il Giorno” di Milano e allo Studio d’Arte Moderna SM 13 di Roma; nel 1973 alla Galleria Il Salotto di Como. Ebbe molti corteggiatori, tra cui Alberto Moravia che, poi, sposò Elsa Morante. Ad Albissola Marina, in Via dell’Oratorio, fu collocata nel 1998 un’opera della Milani, l’Albero della memoria a cui sono attaccate tante foglie in legno su ciascuna delle quali è inciso il nome di un artista locale scomparso. Dal 9 al 24 febbraio 2011 presso la Casa delle Letterature di Roma è allestita un’importante mostra a lei dedicata comprendente edizioni originali dei suoi libri. Trascorse gli ultimi anni all’Hotel Garden in viale Faraggiana, ad Albissola Marina: dall’alto della terrazza sul tetto dell’albergo, la Milani poteva veder le rive del torrente Sansobbia, su cui ebbe le prime esperienze artistiche e amorose, nel 1930.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...