Sommariva, cent’anni di olivicoltura in Riviera


Ancora un post di cronaca ma oggi si celebra un compleanno importante, i cent’anni dell’azienda agricola Sommariva, sinonimo di frantoio e olive ad Albenga. Il pezzo che vi propongo è quello uscito, scritto da me, nei giorni scorsi sulla Stampa. 

In principio fu Domenico con la moglie Rosa, genovese, che come tanti altri abitanti della Val Polcevera, all’inizio del secolo scorso viene «cacciato» dall’industrializzazione verso la Piana ingauna. Nasce così, nel 1915, giusto un secolo fa, l’Azienda agricola Sommariva, famosa oggi in tutta Italia per l’olio, il vino, e le salse liguri. Un secolo che sarà festeggiato il 28 novembre nel museo dell’olio inaugurato nel 2010 e diventato un punto di riferimento culturale per Albenga.

Ma torniamo alla storia. Giobatta, il figlio di Rosa e Domenico, torna dalla Prima Guerra mondiale e sposa «Mumina» Ferrari di Villanova d’Albenga. È da loro che nasce Domenico «Nino» che,  nel  1960 subentro allo zio Checchin Navone nella gestione dell’antico frantoio costruito sulla cinta muraria di Albenga. Ed è sempre Nino che, nel  1972, intuisce che il futuro è nel biologico e decide  di investire in agricoltura biologica e convertire le coltivazioni secondo il primo disciplinare del regolamento di Agricoltura Biologica. Ed è sempre Nino, coadiuvato dalla muglie Bugi, ad «inventare» il «caviale del Centa», il patè di olive taggiasche che oggi è diffuso in tutta italia.

Agostino Sommariva, «anima» del frantoio e dell’azienda agricola (il fratello Gianni cura il laboratorio), da qualche numero: «Siamo e vogliamo restare un’azienda artigianale, il nostro fatturato è sui 2 milioni di euro l’anno e i nostri prodotti vanno per il 65 per cento sul mercato italiano e il restante 35 all’estero». La Sommariva da lavoro a 14 persone tra frantoio, laboratorio, e azienda agricola. La produzione varia dagli olii alle salse, dai vini doc ai prodotti per la cosmesi rigorosamente a base di olive. Tanti successi (i fratelli Sommariva, tra l’altro, sono stati olimpionici di vela) ma anche qualche drammatico inciampo come, lo scorso anno, la scomparsa, ancora giovanissima, di Mina, la terza sorella.

A fare grande il frantoio anche il museo che espone la storia di uno dei lavori più antichi e importanti della regione Liguria.  In esso è custodita tutta la storia della civiltà dell’olio, ma anche tanta arte contemporanea dalla pittura, passando per la scultura arrivando alla fotografia; in queste sale infatti la Famiglia Sommariva offre ad artisti la possibilità di esporre le proprie opere. Il museo ha ospitato personaggi del calibro di Moni Ovadia, Federico Moccia, Antonio Ricci, Carlo Denei, Vittorio Sgarbi.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…