I sommelier Ais della Liguria diventano Degustatori

Sommelier è, da sempre, la persona specializzata nella conoscenza del vino. Oggi non basta (si fa per dire, ovviamente) essere un sommelier per conoscere veramente il vino. Grazie al successo del movimento enologico italiano (e internazionale), è necessario alzare sempre di più l’asticella per raccontare sempre meglio il vino, sintesi di una storia, di un territorio, di una passione. Così l’Ais ha creato la figura dei Degustatori, un passo avanti per i sommelier che, in Liguria, ha avuto nei giorni scorsi una nuova “infornata” di diplomati.

 

Per gli appassionati, il diploma di sommelier è visto non come un traguardo, ma piuttosto come un punto di partenza: l’accesso agli strumenti che consentono di percorrere la lunga strada della conoscenza enoica con consapevolezza. Il titolo di degustatore rappresenta invece un ulteriore approfondimento e richiede un forte impegno di studio e di affinamento delle proprie capacità sensoriali. Lo hanno dimostrato gli oltre quaranta sommelier liguri che hanno partecipato il 23 e 24 febbraio u.s. a Genova al seminario conclusosi con un altissimo numero di promossi.

Erano stati diversi gli incontri propedeutici al seminario, svolti in varie località, durante i quali i responsabili della didattica e i relatori di riferimento hanno affiancato gli aspiranti degustatori nel difficile compito di memorizzare una grande mole di informazioni e affinare il proprio personale bagaglio gusto olfattivo.

Un impegno non soltanto per loro, ma anche per tutti i delegati presenti e per i sommelier di servizio del capoluogo ligure. I lavori sono stati coordinati dal Referente didattico Nazionale Mauro Carosso con Marco Rezzano, responsabile per la didattica in Liguria. Presenti il Presidente Nazionale AIS  Antonello Maietta e Alex Molinari, Presidente regionale.

Una squadra, quella dei degustatori che continua a crescere e non solo numericamente, ma soprattutto in qualità, garantendo a chi partecipa agli eventi dell’Associazione un elevatissimo standard in termini di informazione.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...