Strane bevande dissetano la Liguria…

 

Ci sarà chi, questo articolo, lo ha già letto sulle cronachi liguri della Stampa. Vero, ma avendolo scritto io lo riprongo qui perché credo possa essere interessante anche fuori della Liguria

 

Strane bevande sono prodotte nella Piana di Albenga. Il genio e l’intuizione di alcuni imprenditori, già operanti nell’agroalimentare, infatti, ha portato alla creazione sia alcolici che di soft drink a base di aromatiche e primizie di Albenga. 


Bottiglie che oggi vanno alla conquista dei mercati internazionali. Nel settore degli alcolici ad inventarsi alcuni liquori e alcune grappe è stato Enzo Bellissimo che, messe in un cassetto diploma e posto fisso, ha deciso di dedicarsi alla sua grande passione, l’agricoltura. E dopo aver messo in piedi un’azienda di aromatiche e fiori ha deciso di lanciarsi nel settore della distillazione. Spiega: Il primo  prodotto è stata la grappa Articioc, fatta con i carciofi, che ha ottenuto l’Alambicco d’oro 2010 alla Duja d’or di Asti. Poi abbiamo lanciato l’amaro Arbagus composto da carciofi, asparagi e basilico. In infusione abbiamo prodotto i liquori Articios e Sparagus con l’asparago». Ma la fantasia di Bellissimo e andata oltre. Così  è nata una grappa all’aneto chiamata Dill e una grappa al chinotto di Savona chiamata Zacrì, anche lei premiata con l’Alambicco d’oro ad Asti. Spiega ancora Bellissimo: «Assieme alla Casa del gelato abbiamo creato un nuovo gusto di gelato all’Articioc. Una specialità che sta ottenendo un buon successo sia in gelateria che nella Cantina  di Re Carciofo nel centro storico di Albenga». E già perché Enzo  negli ultimi due anni ha dato vita anche ad una  enoteca con degustazione in piazza San Francesco ad Albenga.

“Abbiamo preparato un semplice infuso con le foglie fresche di basilico, lo abbiamo rinfrescato con il limone e addolcito con lo zucchero: così è nato il Basilichito»: Matteo Borea (terza generazione degli industriali del caffè La Genovese) e Pierangelo Rossi spiegano così la loro intuizione. Raccontano: «Con molti sacrifici e infinite porte in faccia abbiamo trasformato quel semplice infuso in un prodotto vero e proprio e abbiamo cominciato a venderlo porta a porta, nei piccoli bar e nei locali della Liguria, nei mercatini, nelle feste di paese. Ci siamo improvvisati baristi e lo abbiamo miscelato nei cocktail, lo abbiamo trasformato in uno spritz e messo perfino nel risotto! Oggi selezioniamo le migliori erbe aromatiche e il basilico Genovese D.o.p. della Liguria, dalla piana di Albenga, per ottenerne dalle foglie un delicato estratto naturale e realizzare bibite di grande qualità, senza alcun colorante o conservante artificiale.  Oggi siamo arrivati fino al Giappone, abbiamo piccoli clienti in America e un po’ in tutta Europa e questo ci rende veramente orgogliosi. Ci sentiamo ambasciatori della Liguria quando gli stranieri sorseggiando un bicchiere di Basilichito, ci fanno i complimenti decantando tutte le meraviglie che la Liguria possiede. Ma la strada è ancora molto lunga, per ora siamo una piccola società. Facciamo tutto noi due, dallo sviluppo dei prodotti alla vendita fino al marketing fai da te. Ma abbiamo le cose più importanti: le idee e tantissima voglia di fare. Quest’anno abbiamo sviluppato due nuovi progetti e ora siamo pronti per mettere in bottiglia la salvia e il timo. Come il Basilichito, anche queste sono bibite stupefacenti, che rivisitando con inedite vesti i profumi della tradizione offrono un’esperienza mai provata prima. La salvia sarà accompagnata da una lieve e delicata nota di arancio mentre per il timo abbiamo scelto la decisa personalità del pompelmo».

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…