Teatro civile con Pino Petruzzelli a Laigueglia

Lunedì 18 luglio, alle 21.15 al Gran Teatro dei Cartelami allestito nella chiesa di san Matteo a Laigueglia andrà in scena “L’uomo che raccoglieva bottiglie”, prodotto dal Teatro Stabile di Genova con la regia di Pino Petruzzelli. Accoglienza e speranza sono le parole chiave dello spettacolo di Petruzzelli, non nuovo a prove di grande spessore culturale e sociale. Protagonista un maestro d’ascia di Lampedusa, personaggio raccontato da Petruzzelli in un capitolo del suo libro Gli ultimi, edito da Chiarelettere.

Pasquale vive in una casa tra i monti e il mare. La casa, naturalmente, l’ha costruita lui, mischiando al cemento il vetro delle bottiglie abbandonate dai turisti sulle spiagge. Pasquale raccoglie, perchè raccogliere è anche ricordare. Ama sedere su uno scoglio che domina il mare e perdere tempo a fissare tordi, aironi, upupe, falchi pecchiaioli, fenicotteri rosa. A pochi passi da casa c’è un albero secco. Ogni giorno, Pasquale vi porta acqua e gli parla, nella certezza che tornerà a fiorire. A quell’albero Pasquale racconta facendo diventare il racconto speranza. Il maestro d’ascia si confronta con un corpo umano intrappolato in una rete sulla spiaggia. Perché a Lampedusa le persone la Storia la toccano con mano. Pasquale non è un vincitore e non è un perdente. Ha scelto altre regole.

Racconta Petruzzelli, che ha dedicato lo spettacolo al regista russo Andrej Tarkovskij: «Ho cercato di seguire il suo insegnamento: “Aspirare alla semplicità significa aspirare alla profondità nella rappresentazione della vita”. Ho provato a raccontare un’Italia, in apparenza sepolta, ma in verità ancora vitale. Un’Italia che resiste, lavora e produce, seppur nel silenzio in cui è stata relegata dall’arroganza di massa. Pasquale è la bellezza di un mondo ancora vivo che palpita e pulsa sotto la cenere». 

La serata di Lunedì a Laigueglia è dedicata all’emergenza Caritas, a cui saranno destinate le offerte raccolte.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…