Torna il Bugiardino della Liguria

Per i liguri di una certa età è una tradizione che ricorda, soprattutto, la casa della nonna, in campagna, nell’entroterra (che da noi vogliono dire una manciata di chilometri dal mare). E’ un libriccino del cuore e della memoria, come i calendarietti profumati con signorine discinte (disegnate, non fotografate), che i barbieri davano a Natale a papà, nascosti in bustine di carta opalescente. E’ il Bugiardino, piccolo almanacco rurale e sapienziale, delle terre liguri. Anche quest’anno, in questi giorni, sta arrivando nelle edicole di tutta la regione per la gioia dei più anziani (che, speriamo, lo spieghino a figli e nipoti per far continuare una antica tradizione di sapere e cultura). Il Bugiardino, di formato tascabile, contiene notizie, informazioni, curiosità e tutto ciò che può riguardare la Luna nel 2018, comprese le indicazioni sull’andamento del tempo e sui giorni più favorevoli per fare i lavori in campagna, in cantina, nel bosco, in casa; in più, è anche un’utile agenda settimanale che lo rende adatto a tutti, contadini e cittadini.L’almanacco ligure è l’erede di una lunga tradizione che risale al 1473 quando, per la prima volta in Europa, proprio a Genova è stato pubblicato il primo lunario, intitolato “La Raxone della Pascha”. Nello stesso tempo conservatore e innovatore, popolare e raffinato, il Bugiardino è un libricino buono per tutti i palati.

Una forma di letteratura popolare diffusa tra la gente comune di tutta Italia, basta pensare al settecentesco Chiaravalle, agli ottocenteschi “lünài” do Scio Tocca e do Scio Reginn-a, e al celebre Casamara, pubblicato fino ai nostri anni, al Barbanera o all’immancabile Frate Indovino è un simbolo del mondo contadino e, più in generale, della cultura ligure, il bugiardino è nuovo nella forma e antico nello spirito. Organizzato anche come agenda settimanale, come ogni anno, ripropone i temi e le rubriche classiche del lunario: i consigli di agricoltura, i giorni consigliati per i lavori domestici, per quelli dell’orto e della cantina, la luna del mese e le sue influenze, i mercati settimanali, il calendario perpetuo, i giorni delle tempora e cento altri aspetti del calendario e degli usi popolari.

Nell’edizione 2018, come da secoli accade, sono segnati i lavori del mese, i giorni di semina, di conserva, di càmua, di viàtico, di nozze, i prodotti di stagione, l’orologio del mese, l’Ave Maria della sera, il tempo del mese, la luna del mese, le calende, le fasi della luna, le quattro tempora, i giorni delle rogazioni, i mercanti della neve, i santi di ghiaccio, i giorni di magro e quelli di digiuno, il calendario-agenda dell’anno e il calendario perpetuo, proverbi, cabala dei sogni e tanto altro ancora.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…