Tremate, tremate, ad Albenga le streghe sono tornate…

Ancora attualità, ancora streghe ma, anche stavolta, l’occasione è ghiotta, un convegno su streghe e diverso che si svolge lunedì 7 al San Carlo di Albenga con relatori di grande livello. Di seguito le spiegazioni di Giuliano Arnaldi, antropologo e agitatore culturale.I recenti ritrovamenti di sepolture riconducibili al fenomeno della stregoneria ad Albenga sollevano temi che vanno oltre la dimensione della ricerca storica e archeologica.
La demonizzazione della diversità è stata nel passato facile scorciatoia per ignorare concreti problemi che nulla avevano di demoniaco. È accaduto con la ricerca di untori nel periodo della peste, è accaduto in presenza di soggetti che presentavano aspetti comportamentali o fisici diverse dai canoni tradizionali, e’ accaduto in presenza di persone che conservavano e praticavano riti antichi e pratiche curative legate alle erbe:  da notare il fatto che in quest’ultimo caso fossero in gran parte donne, a cui quelle conoscenze davano autorevolezza nelle Comunità di appartenenza. Si può dire che tale demonizzazione, usata spesso dai potenti per consolidare la propria condizione, fosse figlia della paura e dell’ignoranza e abbia finito per impoverire intere comunità privandole del potenziale di crescita che implica ogni confronto con la diversità.
E oggi la diversità spaventa ancora? Paura e ignoranza impoveriscono ancora le nostre comunità?
Sono queste le domande che animeranno il Convegno in oggetto, con l’obiettivo di attualizzare la riflessione sulla differenza tra diversità e malvagità ponendo l’accento sul fatto che quest’ultima, come la bontà , è un’opzione sempre presente nelle scelte di ogni persona , e sulla coincidenza tra ignavia e malvagità… lasciar fare il male senza reagire è forse peggio che praticarlo…
 
La struttura  del Convegno prevede

  • Una comunicazione della Dott.ssa Valeria Amoretti, archeologa ed antropologa esperta di sepolture e di archeologia medievale. Originaria di Imperia , sta conducendo attività di ricerca presso  la  Seconda Università di Napoli: l’obiettivo è contestualizzare i recenti ritrovamenti nell’ambito delle conoscenze sui riti di sepoltura di quel periodo.
  • Una comunicazione del Prof. Paolo Portone, esperto di indagini sulla stregoneria in Europa e autore di diversi testi sulle Streghe di Triora.
    L’obiettivo è porre in relazione le sepolture di Albenga con il contesto ligure del tempo.
  • Una comunicazione del Prof. Giorgio Amico, saggista ed esperto di tradizioni  ligustiche, sul tema del Il Ponente  ligure come incubatore di diversità culturali e popolari.
  • Una comunicazione della  dott.ssa Gabriella Freccero per Erediblibliotecadelladonna, sul tema delle culture arcaiche legate alla figura della Grande Madre in relazione al dibattito sull’Autorità Femminile oggi.

Dopo un tea break  i lavori riprenderanno con

  • Una Comunicazione del dott. Marco Merola, giornalista esperto di archeologia, misteri e scienza e della dott.ssa Machi di Pace, archeologa e giornalista sul tema del Neopaganesimo oggi.
  • Una Comunicazione di Giuliano Arnaldi, direttore di Fondazione Tribaleglobale  sulle pratiche Voudu di alcuni popoli africani (in prevalenza gli Ewe del Togo) tra medicina tradizionale e cannibalismo rituale: verità, ignoranza e strumentalizzazioni.
  • Quest’ultima comunicazione introdurrà una tavola rotonda coordinata dal Dott. Mario Muda, giornalista sul tema della paura del diverso nel nostro tempo, con particolare riferimento al fenomeno della globalizzazione e dei migranti.

Il Convegno sarà animato da proiezioni audiovisive e performance musicali.

“Dichiaro, che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve ne era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso, come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martiri e scoprirete in noi tutti dei maghi.”
(Friedrich von Spee, confessore delle streghe condannate al rogo di Wurzburg, 1631)

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…