“Un borghese piccolo piccolo” aprirà il Festival teatrale di Verezzi

Sarà la trasposizione teatrale di “Un borghese piccolo piccolo”, portato alla fama dal film interpretato da Alberto Sordi e Shelley Winters, girato trent’anni fa da Mario Monicelli ad aprire la cinquantunesima edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi. La trasposizione filmica del romanzo di Vincenzo Cerami fu un grande successo al botteghino, ma fu un grande momento di dibattito con la “nouvelle gauche” (da ricordare uno scontro televisivo dove un giovanissimo Nanni Moretti, reduce dal trionfo di critica di “Ecce Bombo” accusava Monicelli di aver girato un film reazionario e Monicelli che replicava a Moretti “Sei solo un decoroso regista di commedie all’italiana”). Il 20 luglio la versione teatrale di “Un borghese piccolo piccolo”, mai portato su un palco, nonostanet la versione scritta dallo stesso Cerami, debutta in anteprima a Verezzi, come apertura del Festival. Protagonista della versione teatrale sarà Massimo Dapporto. Con questo spettacolo, il Festival intende ricordare, a quattro anni dalla scomparsa, anche lo scrittore Vincenzo Cerami, autore del romanzo dal quale lo spettacolo è stato tratto, e candidato all’Oscar per la sceneggiatura de “La vita è bella” di Roberto Benigni. Non a caso, autore delle musiche di scena per lo spettacolo, diretto da Fabrizio Coniglio, è Nicola Piovani, premio Oscar proprio per la colonna sonora de “La vita è bella”. Altri interpreti del “Borghese piccolo piccolo” sono Susanna Marcomeni, Roberto D’Alessandro, lo stesso Coniglio e Federico Rubino.

Spiega il direttore artistico Stefano Delfino, al timone del Festival dal 2002 e confermato per altri cinque anni dall’Amministrazione Comunale di Borgio Verezzi, nella conferenza stampa di presentazione del Festival avvenuta nel negozio Boutique Noberasco 1908 di Albenga, nuovo sponsor della rassegna: “Era un progetto coltivato da parecchio tempo, ma che siamo finalmente riusciti a realizzare quest’anno su impulso del regista Coniglio e grazie alla produzione di Teatro e Società di Pietro Mezzasoma. Lo spettacolo sta suscitando grande interesse, al punto da essere già atteso da una lunga tournée invernale in alcuni nei maggiori teatri italiani dal prossimo ottobre al gennaio del 2018”. Al telefono il regista Coniglio racconta la sua lettura del “Borghese piccolo piccolo”: “A distanza di trent’anni il vizio italiano di cercare scorciatoie per la carriera dei figli e dei familii non è cambiato. In questo modo si uccide merito e talento, non è un caso che nel mio adattamento su cinque protagonisti tre muoiano”.

Il programma del Festival 2017 si articolerà in dieci spettacoli (un’anteprima e otto prime nazionali per 22 serate complessive in piazza Sant’Agostino, più un evento speciale nelle Grotte di Borgio), dall’8 luglio al 24 agosto. Il tema scelto è il potere, nelle sue più svariate accezioni: il potere dei sentimenti, della solidarietà, della famiglia, dell’amicizia e così via. Aggiunge il consigliere delegato al teatro Maddalena Pizzonia: “Da quest’anno il Festival vuole creare un nuovo tipo di rapporto con gli sponsor. Vogliamo che i nostri finanziatori collaborino con noi per creare valori condivisi che possano portare alla creazione di progetti pluriennali. Credo che la nuova partnership con Noberasco possa essere un ottimo punto di partenza in questa direzione. Bisogna imparare dalle tante realtà oggi presenti in Italia e in Europa: lo scopo è creare un percorso comune dove pubblico e privato possano collaborare non solo per la ricerca di finanziamenti, ma anche per scambiare competenze e know-how. Il segreto del successo delle passate edizioni del Festival è sempre stata la ricerca della qualità, ma oggi sta diventando sempre più importante anche una ponderata gestione delle risorse; in ogni caso il nostro pubblico rimane affezionato e fedele, e forse è questa la forza più grande del Festival”.

Conclude il sindaco Renato Dacquino: “Ripartiamo come ogni anno con le nostre esperienze e l’entusiasmo di tutto il team; con l’attenzione a offrire sempre un Festival di qualità, capace di rispondere alle attese di un pubblico qualificato ed esigente; con la consapevolezza di dover affrontare incertezze e difficoltà economiche sempre maggiori. In questi anni abbiamo ottenuto risultati qualitativi e quantitativi importanti; oggi siamo consapevoli che migliorare ulteriormente la gestione è molto difficile, ancora più difficile ottenere risorse economiche. Come in tutti gli spettacoli il percorso prima del debutto è faticoso… così è stata la preparazione del Festival, quest’anno più che mai: la valutazione delle varie proposte (sempre più numerose), la ricerca di finanziamenti (sempre più limitati), le gradite conferme che arrivano dagli Enti di riferimento, i rapporti stimolanti con nuovi partner privati e l’esigenza di fare progetti di valore per entrambi (spesso purtroppo minimizzati da aspetti burocratici); la complessità organizzativa e il giusto rigore di alcuni potenziali sostenitori, che hanno dilatato i tempi e non hanno aiutato a cogliere le opportunità. Sarà un Festival adulto: difficile ripetere i risultati dell’anno scorso, ma sicuramente sarà un Festival con grandi proposte. Il potere sarà la forza guida del Festival: noi crediamo in un potere vero e positivo, nel potere delle buone idee e del valore delle persone, è questo il potere che cerchiamo per il nostro Festival”.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…