Una marea di visitatori ad un Mare di Champagne e chiusura con cena di gala

Una marea di persone al Mare di Champagne che lunedì 12, al Grand Hotel di Alassio, ha visto la giornata dedicata alle degustazioni. Un successo, insomma, e non poteva essere altrimenti per la manifestazione organizzata da Macramè, l’associazione di ristoratori guidata da Massimiliano Ferrara, e che ha visto tra gli altri la partecipazione di Massimo Viglietti, chef stellato alassino, oggi a Roma all’Enoteca Achilli al Parlamento dove sta raccogliendo successi a raffica. Martedì 13 giugno la Cena di Gala che chiuderà questa quinta edizione della rassegna dedicata da Alassio allo Champagne. Questa volta l’esclusiva cena avrà una location d’eccellenza: l’ex chiesa anglicana. 

La Location

La Chiesa venne edificata durante gli anni ’20 del Novecento, nel momento di massima espansione della colonia inglese ad Alassio, meta del nascente turismo vacanziero di britannici illustri. L’edificio è in perfetto stile Neo-gotico, che privilegia il ritorno alla pietra e al ferro, con forme semplici e volumetrie in grado di dare un senso di grandezza, così come accadeva nelle antiche cattedrali. Anche per questo oggi la Chiesa Anglicana è amata dai tanti musicisti che già vi hanno suonato, come luogo dall’acustica eccellente.

Gli chef

Sul grande palcoscenico delle cucine che verranno installate all’interno della chiesa si alterneranno gli Chef del Consorzio Macramé (Gabbiano, Lamberti, La Prua, Mozart, Panama, Viola) insieme a grandi chef ospiti: Enrico Bartolini (2 stelle Michelin), Massimiliano Torterolo (Locanda dell’Angelo di Millesimo, 1 stella Michelin), Nicola Di Tarsia (Berbel di Torino), e Franco Ascari (Chef pasticcere di Selecta) per dar vita a un menù delle grandi occasioni in una location spettacolare a degna chiusura dei tre giorni alassini dedicati allo Champagne.

Gli ospiti ai fornelli

Enrico Bartolini

Classe 1979, nativo di Pescia (PT), osannato dai critici gastronomici come uno tra i giovani più talentuosi d’Italia, ha ottenuto a soli 29 anni la sua prima Stella Michelin e a 33 la seconda, riconoscimenti che, con l’ottenimento di una stella Michelin anche a Bergamo e una a Castiglione della Pescaia dopo pochi mesi dall’apertura dei due locali, lo hanno consacrato Chef di livello internazionale. L’intuizione, la creatività, la serietà, l’ambizione e la curiosità imprenditoriale affiancati dalla passione per il proprio lavoro, hanno portato Enrico a distinguersi nel suo percorso di formazione all’estero nelle cucine di Paolo Petrini a Parigi e Mark Page a Londra, mentre in Italia cresce professionalmente sotto l’ala di Massimiliano Alajmo, per poi prendere in gestione il ristorante Le Robinie nell’Oltrepo Pavese, dove ha ottenuto la sua prima stella. Nel 2010 intraprende la gestione del prestigioso Devero Ristorante e Dodici24 QuickRestaurant all’interno del Devero Hotel di Cavenago Brianza (MI) con la consapevolezza di continuare ad esprimersi sempre al meglio attraverso nuove sfide imprenditoriali e gastronomiche. Nel 2016 si trasferisce a Milano presso il Mudec aprendo il ristorante Enrico Bartolini al terzo piano e prendendo in mano anche la gestione del Bistrot. In contemporanea apre anche Casual Ristorante a Bergamo Città Alta. Ha inoltre ottenuto la gestione di tutta la parte di ristorazione de l’Andana di Castiglione della Pescaia, sia del ristorante La Villa, sia della Trattoria Toscana, che verrà rinominata La Trattoria Enrico Bartolini. Da agosto 2016 è anche all’interno del Luxury Hotel Palazzo Venart a Venezia con la gestione del Ristorante Glam Enrico Bartolini. Oltre ad aver ottenuto due stelle Michelin a Milano, una stella Michelin a Bergamo e una stella Michelin a Castiglione della Pescaia, Enrico Bartolini fa parte dei Jeunes Restaurateurs d’Europe (JRE)®, del network Le Soste ®, è Krug Ambassador dal 2013, collabora con Skelmore Hospitality per i locali Roberto’s di Dubai ed Abu Dhabi e con Dining Concept per il locale Spiga by Enrico Bartolini di Hong Kong.        
Nicola di Tarsia            

C’è chi crede che la cucina sia solo una questione di alchimia, un’unione studiata tra ingredienti ed elementi che nel piatto si incontrano e si uniscono per il piacere del palato. Per Nicola di Tarsia, chef del Berbel di Torino è molto di più. E’ un atto d’amore. Il Berbel nasce nell’aprile del 2009 da un sogno e un desiderio fortissimo di Nicola Di Tarsia: avere un luogo “tutto suo” all’interno del quale potersi esprimere e poter comunicare il suo amore per la cucina alle persone. Accogliere , raccontare la sua filosofia di cucina e, se il tempo non lo permette , lasciarsi conoscere poco alla volta attraverso i suoi piatti. La storia del Berbel però comincia anni prima, quando Nicola, in Spagna, conosce una donna e si innamora. Il nome così poco comune e affatto italiano proviene da lì, da questa creatura di Puerto Santamaria (Cadiz). “Un giorno – le disse – se aprirò il mio ristorante gli darò il tuo nome”. E così è stato. Il Berbel accoglie alla carta 40 coperti, che nella bella stagione aumentano grazie al dehors. La cucina di Nicola è un grande percorso attraverso l’Italia. Lo chef non tradisce le proprie origini del sud (papà e mamma hanno origini calabresi e pugliesi) e racconta di essere nato in mezzo alle pistole e alle orecchiette: mamma una gran cuoca casalinga e papà un agente dell’ordine. Nicola di Tarsia porta nei piatti dei torinesi, dai palati sempre meno sabaudi, commistioni e gusti decisi e di carattere. “Io penso ai piatti che mangerei e che mi piacciono. Un cuoco deve credere in quello che fa e quello che fa ovviamente gli deve piacere”. Tre forchette Michelin e ancora tanta voglia di crescere e di migliorare. Lo sguardo di Nicola di Tarsia – non lo nasconde – punta verso la Stella. La cantina è in crescita, lo Champagne ha un suo posto d’onore perché la cucina del Berbel lascia molto spazio al pesce, senza dimenticare però i vini rossi importanti. 

Massimiliano Torterolo

Nasce a Bragno, piccola Frazione di Cairo Montenotte, il 23 novembre del 1980, il primo di 3 figli di una semplice famiglia valbormidese. Diplomato all’alberghiero di Finale Ligure inizia le sue prime esperienze da giovanissimo in Liguria e Piemonte, per finire poi anche in Lombardia dal Maestro Gualtiero. Oggi Chef e Patron del suo Ristorante a Millesimo ‘La Locanda dell’Angelo ‘che conduce insieme alla Moglie Francesca e a due collaboratori (cucina ‒ Hares Meirano, sala ‒Valentina Migliaccio), entrambi neo diplomati. Massimiliano propone nei suoi Menù una cucina del Territorio, rivisitando le tradizioni e arricchendo i piatti con la sua esperienza personale consolidata in Diverse cucine da ragazzo. Massimiliano ha una speciale predilezione per i piatti di cacciagione e di pesce, dove unisce la sua conoscenza al richiamo della vecchia cucina Ligure e Piemontese. 

Franco Ascari

Inizia il suo percorso di formazione nel modo della ristorazione a Modena (Bibendum e Franceschetta 58), per poi proseguire il percorso assieme ad Aurora Mazzucchelli (Marconi) e Bruno Barbieri (Arquade). Folgorato dal panettone di Gino Fabbri decide di dedicarsi al mondo della pasticceria (La Caramella, Dolc, Ecole du Grand Chocolat Valrhona). Attualmente chef consulente per Selecta Spa e alcuni tra i più prestigiosi marchi del settore (Valrhona, Ravifruit, Elle&Vire, Sosa, Rose Noire).

             

 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…