Una petizione on line per salvare lo storico bar di Portovenere

Rex Harrison, Tyron Power con Linda Christian, la regina Giuliana d’Olanda, la principessa Paola di Liegi, Ernst Hemingway e decine di altri personaggi del jet set: il Bar Lamia è la storia turistica di Portovenere.

Una storia cominciata nel 1929, quando, su area demaniale, la famiglia Lamia costruisce il locale che, da allora, attraverso tre generazione di Lamia è diventato simbolo del turismo di Portovenere, già amata da Byron e Shelley e da centinaia di giovani nobili europei che, tra ‘700 e ‘800, partivano per il Gran Tour. Una storia che rischia di terminare. Vediamo perchè. Lo scorso anno il Demanio ha ceduto il locale al Comune di Portovenere. In ossequio alle regole europee sulla concorrenza il Comune ha deciso di affidare al miglior offerente non solo il destino della attività (teoricamente il bar potrebbe anche venire chiuso) ma soprattutto quello delle famiglie che grazie ad essa vivono. Oltre alle famiglie dei due fratelli Lamia che gestiscono il bar infatti, sono ben dieci i dipendenti portoveneresi che rischiano dalla fine del mese di gennaio di trovarsi senza un lavoro. Nessun tipo di garanzia è stata infatti inserita nel bando che prevede semplicemente che chi presenterà l’offerta più alta potrà cambiare per sempre il volto di uno degli angoli storici del paese. Così la famiglia, appoggiata da clienti, amici e associazioni di categoria, hanno deciso di organizzare una petizione on line su Change.org, il portale di petizioni elettroniche. Nella petizione, tra l’altro, si chiede al Sindaco “di annullare il bando e pensare ad una strada che, oltre a far fruttare questo bene a vantaggio delle casse comunali, garantisca a dodici cittadini e contribuenti portoveneresi di continuare a lavorare per e nel loro paese”. Carolina Lamia, ultima generazione della famiglia,accusa: “Un esproprio in piena regola. Il bar ha un grande valore culturale, oltre che economico ed affettivo, non solo per la nostra famiglia. Credo che dopo le famose caprette da salvare a Portovenere una cosa ben più importante sia da salvare, il Bar Lamia. Non è solo una semplice attività su cui si basano 12 famiglie ma è una memoria storica che è cresciuta insieme al paese”.

A livello tecnico il locale è sempre stato di proprietà del demanio, demanio con il quale la famiglia Lamia aveva un regolare contratto d’affitto, 6 anni +6, come consuetudine. Il canone è progressivamente aumentato, anche grazie alle migliorie che la famiglia stessa apportava al bar e ne incrementavano il valore, sino ad arrivare a 20.000 euro. Questo sino al 2015, quando il contratto è scaduto. Nel 2016 il bene è passato dal demanio al Comune di Portovenere. E proprio per l’anno di “vacatio” è decaduto il diritto di prelazione per la famiglia Lamia. Poco prima dello scorso Natale, ai fratelli Lamia è arrivata una lettera che avvisava che il bene sarebbe stato messo all’asta.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…