Una “pigna” chiamata Castelvecchio di Rocca Barbena

Anche l’asfalto sembra aver rispetto dell’antica porta del paese, non la principale (quella, sulla strada che veniva da Zuccarello, ora diventata una splendida passeggiata per escursionisti, è stata spostata, negli Anni ‘50, dopo gli smottamenti dovuti ad un’alluvione) ma quella che arriva dalla Val Bormida. Il bitume la lambisce ma poi si ferma, quasi confina con l’acciottolato che si snoda nelle viuzze del paese. Castelvecchio di Rocca Barbena, splendida «pigna» urbanistica rimasta intatta. Un albergo. Cinque camere arredate in vero stile country, con pezzi d’autore appesi alle pareti. Non può essere altrimenti, «Casa Cambi» è un’idea diventata realtà di Marcello Cambi, gallerista e antiquario genovese conosciuto per le sue prestigiose aste. Ha scoperto Castelvecchio e si è innamorato, ha comprato la lista di case che degrada su Zuccarello e le ha trasformate in un albergo. La colazione sulla fascia che domina la vallata sino ad intravvedere la Piana di Albenga e il mare è impagabile, soprattutto se consumata assieme alla vostra lei. Una passeggiata alla scoperta delle viuzze, del forno che sembra appeso al muro di una delle case medievali, può portare alla conoscenza diretta di Cupido che, si sa, è affascinato e affascina tra le antiche pietre.  E, per i romantici (letterariamente parlando) non può mancare una visita al cimitero, l’unico al mondo che, dall’alto, ha la forma di un cuore.

Castelvecchio di Rocca Barbena, splendida «pigna» urbanistica rimasta intatta forse grazie allo spopolamento, sta rivivendo.  Il castello. Per anni è stato un cumulo di pietra che dominava, quasi minaccioso, i tetti di Castelvecchio. Ora è cambiato tutto. La fortificazione che ospitò Clavesana e Del Carretto, grazie ai discendenti di Pelizza da Volpedo che una decina di anni fa acuistarono il maniero, con minuzia e pazienza hanno riportato il maniero al suo aspetto originario. Un lavoro lungo ed impegnativo, senza finalità speculative che darà non solo a Castelvecchio una occasione in più per il rilancio turistico (ma intelligente) dell’entroterra.
A questo si aggiunge la Pro loco che, da qualche mese, grazie a Gabriele Braga sta organizzando cene e concerti che richiamano nel borgo giovani e meno giovani.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…