Ventura, dal Torino alla guida della Nazionale passando dai campi terrosi di Albenga, Chiavari, Rapallo e Spezia

Se, in una ricerca su Google, digiti la G o la V, in questi giorni, ti appare nei primissimi posti il nome Giampiero o Ventura:, si, proprio lui, l’ex allenatore del Torino ma anche ex allenatore di Sampdoria, Udinese, Cagliari, Napoli, Bari, e tante altre blasonate squadre. Il perché di tanto interesse è presto detto: sarà lui, al 99 per cento, il nuovo selezionatore (o allenatore, chiamatolo come volete) della Nazionale italiano. Dopo gli Europei, insomma, succederà ad Antonio Conte in partenza per Londra, sponda Chelsea. Un ruolo difficile, quello che andrà a ricoprire Ventura, anche perché, come è noto, in Italia ci sono ben 30 milioni di selezionatori degli Azzurri. Ma nulla può spaventare chi di calcio ne mastica, non solo per averlo studiato (può sembrare strano, amiche lettrici di questo blog, ma il calcio è una scienza, non esatta ma da studiare) ma anche per averlo vissuto, come giovane allenatore, sui campi terrosi delle squadre liguri, Interregionale e C2, tanto per dire. Che Giampiero Ventura, classe 1948, fosse genovese di nascita e Sampdoriano di crescita non è una novità. Non è stato un calciatore indimenticabile, tanto da non essere mai approdato in prima quadra. Ha giocato, come centrocampista, nelle giovanili blucerchiate poi, in serie D in diverse formazioni e, con l’Enna nella stagione 1970/71, in serie C. Ma i dirigenti sampdoriani capiscono che quel ragazzo, siappure non sia un fuoriclasse come giocatore, ha talento, visione di gioco, personalità. Inizia Così nella Sampdoria prima come allenatore delle giovanili, poi come vice-allenatore. E finalmente l’inizio della carriera da giramondo, iniziata proprio da Albenga in Interregionale nell’anno 1980/1981. L’anno dopo è alla Rapallo Ruentes. In seguito allena l’Entella Bacezza di Chiavari, ottenendo una promozione dall’Interregionale e successivamente un 5º posto in Serie C2 nel 1985-1986 con in squadra Luciano Spalletti; l’esperienza si conclude all’improvviso nel luglio del 1986 quando lascia la squadra chiavarese per lo Spezia.

Poi la carriera che tutti conosciamo e che, ci auguriamo da italiani, possa dargli maggiori soddisfazioni. Non perché è ligure (un po’ anche) ma perché così tornerebbe a vincere la nazionale.

E ora qualche aneddoto. Non è la prima volta, infatti, che Ventura subentra a Conte. Era successo nel 2009 a Bari. In quell’occasione dichiarò di allenare “per libidine”, guadagnandosi in questo modo l’appellativo di Mister Libidine.

Ad Albenga, invece, lo ricordano ancora in molti, non solo per le sue panchine (in effetti quell’anno l’Albenga veleggio nella parte mediobassa della classifica) ma soprattutto per la sua simpatia e la sua verve sfoggiata soprattutto in alcuni bar di viale Martiri.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…