Villa della Pergola, il Gabibbo parla inglese

Ha un giardino bellissimo, ma anche una serie di ville e villini di grande pregio. E’ Villa della Pergola, simbolo della presenza inglese ad Alassio, che fu anche degli Hanbury. Pochi anni fa hanno rischiato, parco e ville, di diventare l’ennesimo scempio edilizio. Per fortuna una cordata di imprenditori, guidata da Antonio Ricci e da sua moglie Silvia Arnaud, ha comperato l’intera area trasformandola in un parco aperto al pubblico, un albergo di charme e un ristorante, il Nove, guidato dallo chef Giorgio Servetto. Questa la storia e la realtà di Villa della Pergola. 

Immersa in uno dei più bei parchi d’Italia, Villa della Pergola, elegante capolavoro architettonico di fine ‘800, con le sue 13 suites si affaccia sull’incantevole Golfo di Alassio. Il parco, restaurato dall’architetto Paolo Pejrone, si estende su una superficie di 22.000 mq ed è celebre per la ricchezza della sua flora mediterranea ed esotica sempreverde. Pini marittimi, carrubi, ulivi, mandorli, cipressi, cedri del Libano, lecci ed una sorprendente collezione di agrumi sapientemente messi a dimora vicino a piante di eucaliptus, jacaranda, araucarie, strelizie giganti, diksonie, palme, cactacee provenienti da ogni latitudine, fioriture stagionali di tumbergie, spiree, ortensie quercifoglie, oleandri, pelargoni odorosi, bouganville, dature, bignonie, solanum e gelsomini sorprendono ed emozionano l’ospite attraverso un percorso di profumi e colori.

Centinaia di varietà diverse di specie formano la straordinaria collezione di Agapanti.
Romantiche pergole di rose banksiae e di glicini di numerose varietà uniscono i diversi livelli del parco, dove si possono ammirare delicate ninfee e fiori di loto che crescono rigogliosi nei laghetti e nelle fontane che circondano le Ville. Il parco è un raro esempio di parco anglo-mediterraneo interamente preservatosi nella sua estensione originaria. Nacque nella seconda metà degli anni settanta dell’Ottocento dal desiderio del Generale Montagu McMurdo e di sua moglie Lady Susan Sarah Napier di realizzare una dimora privata per trascorrere la stagione invernale e la primavera in Riviera. Originariamente l’attuale Villino della Pergola era la residenza estiva dei Conti della Lengueglia. La villa secentesca era circondata da coltivazioni a terrazza di agrumi, ulivi e carrubi, i cui frutti servivano per nutrire gli animali da soma e caratterizzata da alcune lunghe pergole sulle quali crescevano piante di vite.

L’intervento creativo dei McMurdo si caratterizzò anzitutto per trasformare quello che in origine era un podere agricolo ligure di campagna in un vero e proprio parco di piacere, introducendo molte piante ornamentali e alcune balaustre in terracotta per delimitare i punti panoramici di maggior pregio. I McMurdo, inoltre, costruirono l’altro edificio principale che sorge all’interno del parco, Villa della Pergola, e unirono i due ampi settori del parco con alcuni ponti in legno che permettevano di scavalcare l’antica mulattiera che sale lungo la collina senza mai uscire dal parco. 
 
 
Stando alle cronache dell’epoca, con il passaggio della proprietà a Sir Walter Hamilton Dalrymple, nel 1900 il numero delle piante ornamentali si accrebbe enormemente, furono piantati i boschetti di cipressi che ancora oggi dominano il paesaggio, il grande eucalipto che sorge davanti a Villa della Pergola e lungo le grandi pergole del parco fecero la loro comparsa i glicini e le rose banksia.  Sir Walter realizzò anche molte delle numerose fontane che ancora oggi si incontrano passeggiando nel parco permettendo l’arrivo delle prime ninfee e piante acquatiche. Nel 1922 il nuovo proprietario della Villa fu proprio uno dei figli di Sir Thomas Hanbury, Daniel, che iniziò un’opera di sistematico arricchimento delle collezioni di piante presenti nel parco, facendo trasportare ad Alassio magnifici esemplari di palme washingtonie, dactilifere, canariensis e azzurre, oltre alle cicas messicane, una collezione di cactacee, agavi e aloe provenienti dal giardino di Ventimiglia. Il parco assumeva così un aspetto maggiormente esotico e botanico sulla scorta di quanto realizzato dal padre a Ventimiglia.
Il parco della villa prosperò sotto la generosa proprietà degli Hanbury attirando un grande numero di visitatori, compresi alcuni membri della casa reale italiana.

Allo scoppio della guerra la proprietà rimase chiusa e sotto sequestro. La mancanza di cure e le incursioni di animali selvatici determinarono un sensibile deterioramento del parco. A partire dal 2006 una cordata di amici guidata da Silvia e Antonio Ricci ha acquistato la proprietà, per salvarla da una importante speculazione edilizia, avviando un tenace e accurato restauro del parco sotto l’appassionata direzione dell’architetto Paolo Pejrone.
Oltre alla potatura e cura dei maestosi alberi sopravvissuti, si dovette procedere con una prima radicale pulizia del parco da detriti, piante infestanti e quant’altro si era accumulato in decenni di abbandono. Gli interventi di pulitura portarono alla luce i crolli dei muretti a secco e le problematiche strutturali di un parco realizzato su terrazzamenti. La prima fase dei restauri riguardò pertanto la messa in sicurezza e la staticità di tutti i muri di sostegno oltre alla integrale creazione di un impianto di irrigazione.
La storia di Villa della Pergola è indissolubilmente intrecciata con la nascita della villeggiatura invernale inglese ad Alassio. Nel 1875 due gentiluomini scozzesi, George Henderson Gibb e il generale William Montagu Scott McMurdo, furono i primi britannici, insieme alle loro famiglie, a trascorrere un intero inverno ad Alassio e a decidere, l’anno seguente, di acquistare due ampi terreni – il Parco Fuor del Vento e il Molino di Sopra – sulla collina di Alassio, in località Costa.
 

Su una preesistente residenza dei Conti della Lengueglia, il generale McMurdo edificò il Villino della Pergola e lo chiamò “Casa Napier” in onore del suocero, il generale Sir Charles Napier, la cui statua si trova a Londra a Trafalgar Square. Nel 1880 la famiglia McMurdo diede inizio ai lavori di Villa della Pergola. Opera della famiglia McMurdo fu anche la progettazione del parco. Nel 1922, Sir Hew Clifford Hamilton-Dalrymple cedette la dimora a Daniel Hanbury, secondogenito di Sir Thomas Hanbury della Mortola. Nel 1940, allo scoppio della guerra, la famiglia Hanbury, al pari della maggior parte degli inglesi in Riviera, tornò in Inghilterra. Daniel, rimasto vedovo, sposò in seconde nozze Ruth Hardinge, anch’essa proveniente da una famiglia inglese di Alassio.
Nel 1946 gli Hanbury tornarono ad Alassio per riprendere il lavoro interrotto dalla guerra, ma nel 1948, Daniel morì improvvisamente e con lui si spense il principale artefice del successo di Alassio come stazione climatica invernale d’élite. Ruth tornò a vivere a Villa della Pergola aggregando intorno a sé una piccola e sparuta colonia di anglo-alassini ormai divenuti l’ombra dei mille English residents prebellici. Rimasero celebri i suoi parties in primavera, durante la fioritura dei glicini, ai quali erano spesso ospiti, tra gli altri, lo scrittore Cecil Roberts, il quale dedicherà ad Alassio il libro “Portal to Paradise” ed il Vescovo di Gibilterra, che ogni primavera si recava in visita alle comunità anglicane in Riviera soggiornando ad Alassio come ospite di Ruth.
 
Nel 1925 Alfred Hitchcock girò alcune scene del suo primo film “The pleasure garden” sulla spiaggia di Alassio e nel parco della Villa e, nel 1957, il premio Oscar Guy Green ambientò in Villa della Pergola il film “The Snorkel” con Betta St. John, Peter Van Eyck e Mandy Miller.
Il Villino fu utilizzato come dépendance della sua vicina villa, negli anni sessanta e settanta, dallo scrittore e pittore Carlo Levi che immortalò il paesaggio di Alassio in innumerevoli tele.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…