Villa Faraggiana-Durazzo, un doge ad Albissola Marina

È uno dei vanti storici e architettonici della Liguria. Una villa fatta costruire da un doge genovese, ricca e sfarzosa ma nello stesso tempo riservata, fatta costruire per controllare da vicino quel che facevano i mezzadri in un ampio possedimento as Albissola Marina. È villa Faraggiana-Durazzo, aperta al pubblico in estate, non solo per visite guidate allo splendido parco e all’altrettanto splendide stanze, ma anche per concerti, eventi, raduni di auto d’epoca e matrimoni.


Il visitatore che decida di varcare la soglia di villa Faraggiana-Durazzo in Albissola Marina, si rende conto molto presto di essere entrato in un museo che ha mantenuto intatta l’atmosfera di una dimora abitata. La villa, con la facciata di colore rosso, decorata con stucchi e fasce orizzontali, è costruita nella prima metà del Settecento su commissione del marchese genovese Gerolamo Durazzo, come residenza estiva consona al prestigio della famiglia e utile per controllare direttamente le coltivazioni dei vasti possedimenti. Rievocano il periodo, i preziosi ricami del letto all’imperiale e le sculture di Filippo Parodi nella Galleria delle Stagioni. La prima edificazione era di forma cubica con due ali brevemente arretrate, poi il doge Marcellino Durazzo volle aggiungere due gallerie laterali nel 1750. 

All’inizio dell’Ottocento, la villa fu venduta alla nobile famiglia ligure Faraggiana per il quale rappresenta tappa di progressiva ascesa sociale, evidente nei mobili della Camera dorata e nei raffinati salotti di gusto neoclassico. I Faraggiana non si limitarono a cura e mantenimento della villa e del vasto giardino, ma crearono a un’azienda di produzione agricola, costruendo un frantoio, nuove cantine, una distilleria di sidro e due fornaci di stoviglie. Il bene è di proprietà del Comune di Novara per lascito di Alessandro Faraggiana, ultimo discendente, morto nel 1961.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…