Zuccarello indipendente? Ilaria più che diventare straniera vorrebbe essere amata…

Una delle italiane più amate nella storia, soprattutto la storia dell’arte, rischia di non essere più italiana. Ilaria del Carretto, sfortunata sposa (morì di parto) di Giunigi, signore di Lucca, è conosciuta in tutto il mondo per essere stata portata nell’immortalità da Jacopo della Quercia che scolpì il sarcofago che ancora oggi si trova nel duomo di Lucca. La vulgata vuole che strusciando il naso di marmo (altri dicono baciandolo) si possa essere aiutati a trovare l’anima gemella. Ilaria nacque a Zuccarello, all’epoca sede del Marchesato di un ramo dei Del Carretto (un’altra importante sede di Marchesato carrettiano era a Finalborgo). Ebbene, oggi Zuccarello, splendido borgo con altrettanto splendidi portici, vuole l’indipendenza dall’Italia. Una boutade di un’amministrazione a guida leghista? Sicuramente, ma su basi storiche al punto che è stata inviata a Bruxelles la petizione con la quale si chiede all’Europa di riconoscere il Libero Marchesato di Zuccarello con tutta la documentazione storica. Il carteggio dimostrerebbe la mancata annessione ufficiale di Zuccarello all’Italia. «Zuccarello è sempre stato un libero Comune e i suoi cittadini erano affrancati da qualsiasi vincolo nei confronti di nobili ed ecclesiasti: aveva un proprio organo tributario, proprie leggi, moneta e tribunale – spiegano i promotori guidati da Sergio Gardella, ex vicesindaco leghista che ha studiato la storia del borgo – Dal 1281 si accordò con i nobili Clavesana prima e i Del Carretto poi, che assicurarono al paese protezione da invasioni altrui in cambio di una tassa. Il tutto fino al 1588 quando Scipione Del Carretto fu accusato pretestuosamente di aver ucciso un contadino, e Zuccarello rimase senza protezione». Stefano Mai, ex sindaco leghista e oggi assessore regionale per il Carroccio, sottolinea come l’indipendenza non sarebbe solo un fatto storiografico: “L’indipendenza porterebbe il borgo a decidere la propria politica fiscale ma, soprattutto, attirerebbe turismo e imprese. Senza contare che l’indipendenza riguarderebbe non solo Zuccarello ma tutto l’antico territorio del Marchesato…”

La domanda è una e non riguarda solo Zuccarello. Abbiamo, in Liguria, decine di scrigni di arte, storia, storie. Possibile che si debba puntare sulle boutade piuttosto che sulla valorizzazione di questo immenso patrimonio per promuovere il turismo? Pensiamo a Gradara, il comune marchigiano che ospita il castello di Paolo e Francesca. Non è da uno o dieci anni che attira turisti. Ma i suoi abitanti ci hanno creduto. Senza boutade ma facendo conoscere la grande bellezza del luogo e della storia. Provare anche noi a lavorare seriamente, facendo conoscere territorio, saperi, sapori?

P.S. Ilaria nacque da Carlo I del Carretto, dal 1379 primo marchese Del Carretto di Zuccarello. Seconda delle quattro mogli di Paolo Guinigi, signore di Lucca tra il 1400 e il 1430, si sposò nel 1403 e dette alla luce due figli, Ladislao e Ilaria Minor. Il maschio partecipò alla guerra del Finale del 1447-1448 mentre la secondogenita andò in sposa al figlio di Battista Fregoso, doge della Repubblica di Genova. Morì durante il parto della figlia Ilaria, nel 1405. Di Ilaria, scrissero poesie D’Annunzio, Quasimodo e Pasolini. E già questo basterebbe per richiamare un turismo di altissima qualità. 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…