A Castelbianco la Sagra della Ciliegia compie 55 anni

E’ tra le più antiche (se non la più antica in assoluto) sagra dell’entroterra di Ponente, arrivata quest’anno alla sua cinquantacinquesima edizione. E’ la Sagra della Ciliegia di Castelbianco, che quest’anno ha un motivo in più di festeggiare: la salita delle Ciliegie di Castelbianco sull’Arca di Slow Food, primo passo per arrivare ad ottenere il riconoscimento di Presidio Slow Food. L’appuntamento è per sabato 2 e domenica 3 giugno.

 

LA SAGRA

È una piccola e accogliente festa di paese dove l’età media dei volontari aumenta ogni anno e la voglia di divertirsi è sempre la stessa e dove, da più di mezzo secolo, vengono proposti i piatti della tradizione utilizzando prodotti di eccellenza in un menù che parla ligure dall’inizio alla fine: trofie al pesto, ravioli, grigliate di carne, condigiun, tomini e crostate di ciliegie, e ancora la capra e fagioli del mitico chef Ferruccio, la trippa, la polenta e, dalla scorsa edizione i medaglioni di filetto di maiale con una salsa agrodolce di ciliegie di Castelbianco ideata da Giuseppe Marchese. Sabato serata danzante con l’orchestra Rossella mentre domenica  orchestra Beppe e Dany Band. Per i più piccoli torna Tazmani Animazione per entrambe le serate, mentre per grandi e piccini Foot Darts calcio-freccette. Dopo diversi anni torna il Concorso Ciliegia d’Oro con la premiazione del cestino di ciliegie più bello. Sabato apertura Stand gastronomici ore 19 mentre domenica apertura ore 12 e ore 19.

LE CILIEGIE DI CASTELBIANCO

Questo il racconto di Manuela Ricci, presidente del Consorzio idrico e delle ciliegie di Castelbianco: “Le ciliegie sono il prodotto che più di altri caratterizza la produzione frutticola del paese. Appartenente alla famiglia delle Rosacce, le ciliegie ben si possono coltivare nel nostro territorio grazie alle particolari e favorevoli condizioni climatiche che favoriscono un’ottimale maturazione del frutto, anche  le caratteristiche organiche del terreno influenzano favorevolmente le qualità organolettiche del frutti. I nostro territorio collinare costituito dalle tipiche fasce liguri fa sì che gli alberi siano sempre sottoposti all’esposizione del sole e del vento garantendo in questo modo una maturazione naturale e perfetta delle ciliegie. Le ciliegie di Castelbianco, accanto alla vendita come frutta fresca, diventano ottime marmellate, vengono conservate in sciroppo e sotto spirito (o grappa), ma anche utilizzate come creme di bellezza”.

Di seguito le principali qualità presenti a Castelbianco:

Masine

Colore rosa pallido,dalla pasta acquosa,sapore dolce-delicato,di piccole dimensioni è la qualità che prima viene a maturazione. a tutt’oggi sono scarse le piante presenti.

“Da u pegullu curtu” (picciolo corto)

Colore rosso intenso,pasta consistente,dal gusto molto dolce,di grandi dimensioni  ha la particolarità di avere il picciolo piuttosto corto,è la qualità prodotta in massima parte data la sua bontà e commerciabilità.

“du Meghin” (dal nome di colui che per primo ha effettuato gli innesti)

Colore colore rosso,pasta molle, dal gusto dolce,con dimensioni leggermente più piccole rispetto alle altre qualità

“Cantui”

Di due tipi negrai e giancai a seconda del momento di maturazione. La prima matura in un momento anteriore (primi di giugno), la seconda un po’ dopo,differisce dalla prima  però per la lunghezza maggiore del picciolo. Colore rosso pallido,pasta piuttosto dura,il gusto è molto dolce. È una delle qualità che per prime venivano prodotte nel nostro paese in grande quantità, oggi è stata sostituita da quelle du pegullu curtu.

“Pumaie” o “Mollette”

Colore rosa pallido,  pasta molle(da questo molletta) dal gusto molto dolce, di normali dimensioni.di scarsa produzione.

Duroni

Se ne distinguono di due tipi: normale e chiari, quella normale ha un colore rosso scuro e una polpa soda,gusto dolce è di dimensioni piuttosto grandi. Quella chiara ha un colore giallo-rosato con una polpa sempre soda ma con un gusto meno dolce adatte per essere conservate sotto alcool. Qualità tardiva di cui ne sono rimasti solo pochi alberi.

Le ciliegie di Castelbianco, accanto alla vendita come frutta fresca, diventano ottime marmellate, vengono conservate in sciroppo e sotto spirito (o grappa), ma anche utilizzate come creme di bellezza.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...