A Cervo il pianista Juhnee Kim

A pochi giorni dal concerto di Honggi Kim, arriva sul sagrato un altro giovane pianista coreano: raffinato artista, vincitore del primo premio alla Horowitz International Music Competition, Juhnee Kim ha già intrapreso il cammino di una prestigiosa carriera internazionale. Martedì 22 agosto, alle 21.30, Juhnee Kim sarà protagonista sul Sagrato dei Corallini, con un repertorio che, dal tardo classicismo, sfocia nel pieno romanticismo di Liszt e arriva poi alla svolta del secolo, fino al Ravel del primo Novecento.
PROGRAMMA:
F. Schubert Fantasia in Do maggiore D760, Op. 15 “Wanderer-Fantasie”
F. Liszt Venezia e Napoli
Supplément aux Années de pèlégrinage, vol. II, S162

F. Liszt Miserere dal Trovatore di Verdi – Parafrasi da concerto, S433
M. Ravel Gaspard de la Nuit

 Trois Poèmes pour Piano d’apres Aloysius Bertrand

C. Saint Saens Danse Macabre (arr. Liszt – Horowitz)
I concerti saranno preceduti da due cicli di guida all’ascolto nell’Oratorio di Santa Caterina – dalle 20.45 alle 21.00 – a cura di giovani dell’Associazione San Giorgio Musica.
Lavoro di ampio respiro e certo di difficile esecuzione, la Wanderer-Phantasie è articolata in quattro movimenti legati tra loro, idealmente, dall’Adagio, nel cui tema intensamente espressivo si riconosce la melodia che accompagna le parole del Lied schubertiano Der Wanderer (Il viandante), un canto denso di malinconia che rispecchia la struggente sensibilità romantica. 
La forma ciclica che caratterizza il lavoro di Schubert si ritrova anche nei brani lisztiani proposti, che si basano sulla “reminiscenza” di un tema, che compare più volte. Vero e proprio omaggio all’Italia, questi pezzi sono piuttosto anomali rispetto al più noto stile di Liszt – incentrato sul virtuosismo e la magnificenza compositiva – e protesi verso un futuro che definiremmo debussyano per certi aspetti “impressionistici”.

Nel Miserere del “Trovatore”, invece, si nota l’ambientazione sonora, la cupezza, l’oscurità, la tragicità del melodramma verdiano, che prende vita, invece che sul palcoscenico, dalle corde del pianoforte. 

Nella seconda parte della serata tocca a Gaspard de la nuit di Ravel: musica legata ad un testo – tratto dalle poesie di Aloysius Bertrand, uno scrittore sentimentale del primo Ottocento francese – con funzione evocativa e descrittiva; il risultato è una pagina che prende spunto dalla parola e si dipana privilegiando l’aspetto quasi improvvisativo. Ravel per le prime esecuzioni fece riprodurre le poesie di Bertrand per il pubblico e le antepose alla musica nell’edizione a stampa dello spartito. 

Alla prima esecuzione nel 1875, pare che la Danse Macabre fosse accolta da fischi. Ma fu un fiasco solo temporaneo, visto che questa scena di sabba notturno incontrò, andando avanti, sempre i più grandi entusiasmi: a cominciare da Liszt, che subito ne realizzò una trascrizione pianistica. Composta dapprima per canto e pianoforte, Saint-Saëns l’aveva poi trasformata in poema sinfonico, caratterizzato da pregnanti affreschi descrittivi, nitidezza formale e brillantezza timbrica.

Junhee Kim

Nato nel 1990 a Incheon, in Corea del Sud, Junhee Kim ha dimostrato uno straordinario talento musicale fin dall’infanzia. Ancor prima di aver compiuto sedici anni risulta vincitore dei più importanti concorsi pianistici in Corea. Nel 2011 si laurea alla Korea National University of Arts sotto la guida di Chong Pil Lim. Nel 2014 si è laureato alla Hochscule di Monaco di Baviera sotto la guida di Arnulf Von Arnim. Nel 2015 è risultato vincitore del Premio Premio alle selezioni europee del YCA (Young Concert Artist) di New York e Secondo Premio alle finali di New York. Nel 2016 ha vinto il Secondo Premio al Concorso Pianistico Internazionale Schubert di Dortmund. Recentemente (maggio 2017) ha vinto il Primo Premio al Concorso Horowitz di Kiev.
Prezzi biglietti: Primi posti: € 25,00 – secondi posti: € 20,00 – ingressi: € 15,00; ragazzi dagli 11 ai 19 anni e studenti sino ai 26 anni: € 5,00; bambini sino ai 10 anni e disabili: ingresso gratuito

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...