A Genova la presentazione dell’ultimo libro di Roberto Francavilla

“Calligrafie morali. Discorsi del potere in José Cardoso Pires, António Lobo Antunes, Herberto Helder” è il titolo del libro di Roberto Francavilla che mercoledì 16 gennaio, alle 14,30, sarà presentato nell’Aula Magna di via Balbi 2 a Genova. Assieme a Francavilla ne discuteranno Vincenzo Russo, dell’Università di Milano ed Elisa Bricco dell’Università di Genova. L’incontro è aperto a tutti.

L’AUTORE

Roberto Francavilla, albenganese, è traduttore e insegna Letteratura portoghese e brasiliana presso l’Università di Genova, dopo aver sviluppato progetti di ricerca per l’Istituto Camões e per la Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona e aver insegnato a lungo all’Università di Siena. Collabora inoltre con alcuni atenei portoghesi e brasiliani. Coordinatore del Progetto “Oltre i margini. Il Brasile e la letteratura di favela”, è membro fondatore di Jacaranda, Associazione di Studi brasiliani. Si occupa prevalentemente di letterature comparate e di letterature del Novecento in lingua portoghese, sulle quali ha pubblicato svariati saggi. Di recente, ha curato l’edizione de Il secondo Libro dell’Inquietudine di Fernando Pessoa (Feltrinelli). In veste di critico letterario ha collaborato con le pagine culturali di vari quotidiani. Fra le ultime traduzioni Clarice Lispector, Chico Buarque, João Guimarães Rosa e in preparazione un’antologia di Carlos Drummond de Andrade (per Adelphi). In ambito creativo è autore dei progetti Hotel Sodade (con il fotografo Filippo Romano) e Pessoa / Persona (con l’artista António Jorge Gonçalves).

IL LIBRO

I tre capitoli e dieci saggi che compongono Calligrafie morali. Discorsi del potere in José Cardoso Pires, António Lobo Antunes, Herberto Helder declinano gli snodi della letteratura portoghese del secondo Novecento a partire da due romanzi e un racconto poetico che, sebbene apparsi in periodi diversi ma relativamente prossimi tra loro, permettono di restituire un quadro d’insieme di temi e motivi in un’unica complessa tessitura. José Cardoso Pires, António Lobo Antunes e Herberto Helder sono posti a paradigma di una cultura che fa i conti con i propri miti, la propria storia, il proprio mancato progetto imperiale, i simulacri del proprio passato e la disgregazione del proprio tessuto sociale. Il delfino, In culo al mondo e Teorema disegnano anche il complesso rapporto tra scrittura e potere, scrittore e politica nell’arduo compito di resistere alla dittatura o di recuperare la memoria collettiva.

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...