A Isoletta di Murialdo le castagne seccate nei tecci diventano medicina per l’anima

Dire che Isoletta di Murialdo sia il centro del mondo è forse eccessivo, di certo è un borgo del cuore, una di quelle comunità, 27 i residenti, che diventano famiglia, che sono preoccupati per la ricostruzione di un ponte, e dell’innalzamento di muri, per dire comunità che accoglie, nell’antica povertà della civiltà della castagna, del castagno, “u pan”, per generazione di liguri, ligustici, quel popolo che dal mare (una via di comunicazione in Liguria, non un Eldorado per sfamarsi, a parte le acciughe ‘pan du mà’, non un popolo di pescatori, ma di mercanti che fanno del mare una autostrada) non vuole sconti, ma che guarda ai monti, alle vie del sale, scappa dal sole per la nebbia.

La festa dei Tecci e della battitura della castagna secca comincia così, con Isoletta che accende i suoi due tecci, gli antichi essiccatoi, dove vengono seccate le castagne di Murialdo e Calizzano (a metri 200, altro che chilometro 0!),  presidio Slow Food, per diventare farine per dolci eccelsi, castagne e latte (sapori perduti e ritrovati), pandolci e tanto altro. Luca Ghisolfo, uno degli ultimi cestai, ha ereditato la sapienza del “seccatore” dal papà e ora la tramanda al figlio, ma è tutto il borgo ad essere coinvolto nella festa che accoglie con polenta e salsiccia, fazzini (una sorta pane azzimo impastata con farina e patate bollite, da mangiarsi con salsine al formaggio, bagna cauda alleggerita e, ignominia, ma assolta dal goloso, Nutella…), torte di mele chi arriva dalla Riviera, ma anche dal Roero e dalle Marche. Per dire che come una piccola festa di un borgo possa diventare una occasione di turismo esperenziale (vero Andrea Carpi?, con me e Viviana Spada protagonista di una chiacchierata di come si potrebbe fare turismo di nicchia in Liguria, se solo lo si volesse, al di là delle parole).  Isoletta, 20 case, fantasia, campi umidicci, fumo che si confonde con la nebbia novembrina, capace di attirare espositori di qualità, gli amici tartufai, i produttori di miele e aerei biscottini, pandolci con castagne, sculture in legno di castagno, profumo di fumo, di fumi, di antico, sapiente, caldo…Al prossimo anno, Isoletta…

Le foto sono di chi scrive, di Elisa Gatti e, quelle belle (le ultime) di Giannicola Marello

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...