A Mignanego scendono in campo anche le suore

A Mignanego da martedì 22 a domenica 27 torna il torneo di Calcio Anormale: in campo anche i figli di Weah. All’ombra del campanile che sovrasta quel campo in terra a forma di trapezio sostengono che sia l’ultimo anno di una manifestazione protagonista da 15 stagioni per grande pubblico e divertimento: il torneo di Calcio Anormale.
Le sfide si svolgono all’interno della festa parrocchiale con squadre da 4 giocatori di cui 2 componenti obbligatoriamente sono ragazze e una di queste è fissa in porta. Solo le femmine sono libere di andare di fare gol in qualsiasi modo, i maschi unicamente di testa. Lo scorso anno in alta Valpolcevera hanno festeggiato il quindicinale dell’evento con una partita spettacolo Stato contro Chiesa caratterizzata dalla presenza in campo di sindaci e assessore della zona contro preti e suore. Esattamente come 5 anni prima, a trionfare sono stati i religiosi. Quest’anno, la partita dello show, in programma al venerdì, sarà un amarcord tra chi ha segnato la storia dell’Anormale.
Vera novità 2017, però, la presenza in gara di una squadra composta interamente da ragazzi e ragazze africane, i migranti ospitati nell’entroterra genovese. Nome della compagine, I figli di Weah. La sintesi di don Giacomo Chiossone, parroco di Mignanego: “Una collaborazione resa possibile grazie alla disponibilità di Croce Bianca Genovese e Comunità San Benedetto, le realtà che seguono i giovani. Il nome è un omaggio al giocatore africano più forte della storia. Tuttavia, i nostri calciatori e le nostre calciatrici hanno ben altri percorsi di vita. Ma nell’Anormale proviamo a dimenticarli e loro sono pronti a dare battaglia per la vittoria finale”.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...