A Murialdo il pranzo sociale dei tartufai liguri

I tartufai della Liguria si incontrano domenica 10 febbraio al ristorante Il Ponte di Murialdo per il trentaseiesimo pranzo annuale dell’Associazione tartufai liguri. Ma chi sono i tartuficoltori liguri, guidati dal presidente Maurizio Bazzano con la preziosa collaborazione del segretario Valter Viora? Ecco come li racconta il sito Terre di Bormia, progetto di comunicazione e valorizzazione delle eccellenze della Valle Bormida

L’Associazione Tartufai & Tartuficoltori Liguri, costituita nel 1985 e riconosciuta dalla Regione Liguria, annovera attualmente oltre 150 soci provenienti e attivi su tutto il territorio regionale. È socio fondatore della Federazione Nazionale delle Associazioni Tartufai e ha propri rappresentanti in seno al Gruppo Europeo Tuber. Il primo scopo istituzionale è la difesa e valorizzazione del tartufo ligure. Questo pregiato frutto della terra, stimato e ricercato dai buongustai di tutto il mondo era, fino a metà degli anni ottanta, misconosciuto nella regione e solo pochi erano a conoscenza della sua esistenza. Dal 1993 l’Associazione collabora attivamente con gli enti locali all’organizzazione della Festa Nazionale del Tartufo; articolata in più giorni, la manifestazione si svolge a Millesimo e richiama visitatori da tutta Italia, rappresentando un’importante occasione per la promozione del territorio e dei prodotti tipici regionali. Pubblica annualmente la rivista “Trifure”, sulle cui pagine vengono affrontate le tematiche più importanti legate al variegato mondo del tartufo (economia, legislazione, ambiente, ecologia, tecniche agronomiche). L’Associazione organizza e gestisce campagne di pulizia e recupero delle tartufaie inselvatichite e degradate, con la messa a dimora di piantine micorizzate autoctone provenienti dai vivai specializzati.

Racconta Maurizio Bazzano: “E’ stata una stagione ottima per quel che riguarda il tartufo bianco, il più pregiato. Pensavamo andasse bene anche il nero, invece non è stato così, la raccolta, pur di grande qualità, è stata minore come quantità. Vedremo nelle prossime settimane se il bianchetto, il tartufo che nasce guardando il mare, ci darà soddisfazione”. Tra le tante attività anche quella promozionale, come aver portato i cani “da trifura” sulla spiaggia di Alassio che,  naso nella sabbia, cercavano  i preziosi tuberi, appositamente nascosti sul litorale. La salsedine, odori “nuovi” hanno reso il loro lavoro più complicato, ma alla fine hanno saputo trovare i tartufi e conquistarsi il premio.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...