A Montaldo Roero il Ponte dei sapori fa grande il Piemonte e guarda la Liguria

Claudio Porchia, collega e amico, è stato a Montaldo Roero per la manifestazione Il Ponte dei sapori, interessante evento per parlare di cibo, fare e cultura di Langa, Roero e Monferrato, contando sul fatto che il suo successo può diventare spunto per replicare la ricetta ad altri territori o, più semplicemente, creare delle sinergie. Tra gli ospiti anche Oscar Farinetti, langarolo doc che, con l’idea di Eataly, ha portato il gusto italiano nel mondo. Ecco l’articolo di Claudio Porchia che, ovviamente, come sempre ringraziamo:


 

Non so se come ha sostenuto Oscar Farinetti l’Italia si divida in due: da un parte gli innovatori, che dedicano le loro energie al “fare” e dall’altra i conservatori, che passano tutto il tempo nell’esercizio dell’arte del “lamento”. 

Certamente fra i primi troviamo molti abitanti delle Langhe, del Roero e Monferrato, territori riconosciuti patrimonio dell’umanità. Non mi avventuro neppure a cercare di scoprire se i conservatori siano più numerosi degli innovatori, perché vivo in una terra dove il lamento, o meglio il “mugugno” è riconosciuto come un diritto dell’uomo e addirittura un tratto distintivo del carattere. Ma non ho nessun dubbio sulla previsione di Oscar Farinetti che il futuro del nostro paese passa dalla difesa e valorizzazione del nostro vasto patrimonio culturale e della grande tradizione enogastronomica italiana. 


Per rendersene conto bastava venire a Montaldo Roero nell’ultimo week end, in occasione della manifestazione “Il Ponte dei Sapori”.

Comincio dai numeri della manifestazione: 42 tavoli, elegantemente apparecchiati, con oltre 400 partecipanti, 460 per l’esattezza, e altri seicento rimasti senza posto, anche se disposti a pagare 35 euro vini compresi per provare l’emozione di una cena gustata sul ponte sospeso sulle rocche di tufo.  

Come spiega Luciano Bertello, animatore culturale e ideatore della manifestazione “Il ponte lega le due diverse anime paesaggistiche ed economiche del Roero: da un lato i versanti collinari con la vite, dall’altro i boschi e frutteti con le pesche in primo piano.” 


La tre giorni di Montaldo ha avuto il suo momento clou nella giornata del sabato: dapprima un pubblico numeroso e attento per la presentazione del libro ”Ricordiamoci il futuro. Sette storie e un riassunto” di Oscar Farinetti con la presenza di diversi sindaci della zona e un brillante Valter Massa, uno dei protagonisti di un racconto del libro. 

Dopo le dediche del patron di Eataly ai 100 libri venduti per l’occasione (un altro piccolo record), ecco l’aperitivo con vini bianchi del Roero ( indovinate quali?) accompagnati da piccole delizie gastronomiche, fra cui spiccavano le Alici marinate della Rosa dei Venti di Albisola e il “sansùp”, preparato secondo l’antica ricetta dal sindaco e panettiere Fulvio Coraglia. In un ambiente magico, dapprima con i colori del tramonto e poi con le calde luci dei lampioni si è consumata la cena, preparata dal catering del ristorante “Bellavista” di Castellinaldo e accompagnata dagli ottimi vini dei produttori montaldesi: Giuseppe Parussa, Giovanni Frea, Cascina Ciapat, AlbertoMusso.

Brindisi e canti, chiacchere e racconti nell’affascinante location dedicata ai sapori, un ponte, che assumeva le dimensioni di un viadotto grazie alla presenza di molti liguri, un salotto stregato che soltanto a notte fonda ha potuto ritrovare la quiete e il silenzio che precedono l’alba.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...