A Palazzo Oddo si parla della storia dell’olio firmato Sommariva

La Fondazione Gian Maria Oddi, in collaborazione con Mario Moscardini, con il patrocinio del Comune di Albenga e la partecipazione dell’Associazione “Vecchia Albenga”, nell’ambito dell’iniziativa culturale “Imprenditori Albenganesi di ieri e di oggi” presenta Venerdì 16 novembre alle 17, nella Sala delle Conferenze al terzo piano di Palazzo Oddo in via Roma 58, “L’Azienda Agricola Sommariva”. Sorta nel 1915 è diventata una delle più importanti attività imprenditoriali dell’Albenganese, nota in Italia e nel mondo per la produzione di olio d’oliva di altissima qualità e di raffinati prodotti derivati da coltivazioni biologiche della piana di Albenga. Un’azienda che è cresciuta nel tempo e si è sviluppata per le geniali intuizioni delle varie generazioni che si sono succedute alla sua guida. A raccontare le vicende più importanti, significative e curiose di un secolo di vita dell’Azienda l’imprenditore Agostino Sommariva. Al termine l’Azienda Sommariva offrirà un rinfresco ai convenuti.

 

LA STORIA

 

In principio fu Domenico con la moglie Rosa, genovese, che come tanti altri abitanti della Val Polcevera, all’inizio del secolo scorso viene «cacciato» dall’industrializzazione verso la Piana ingauna. Nasce così, nel 1915 l’Azienda agricola Sommariva, famosa oggi in tutta Italia per l’olio, il vino, e le salse liguri. Giobatta, il figlio di Rosa e Domenico, torna dalla Prima Guerra mondiale e sposa «Mumina» Ferrari di Villanova d’Albenga. È da loro che nasce Domenico «Nino» che,  nel 1960 subentro allo zio Checchin Navone nella gestione dell’antico frantoio costruito sulla cinta muraria di Albenga. Ed è sempre Nino che, nel 1972, intuisce che il futuro è nel biologico e decide di investire in agricoltura biologica e convertire le coltivazioni secondo il primo disciplinare del regolamento di Agricoltura Biologica. Ed è sempre Nino, coadiuvato dalla moglie Bugi, ad «inventare» il «caviale del Centa», il patè di olive taggiasche che oggi è diffuso in tutta italia.

 

Agostino Sommariva, «anima» del frantoio e dell’azienda agricola (il fratello Gianni cura il laboratorio), da qualche numero: «Siamo e vogliamo restare un’azienda artigianale, il nostro fatturato è sui 2 milioni di euro l’anno e i nostri prodotti vanno per il 65 per cento sul mercato italiano e il restante 35 all’estero». La Sommariva da lavoro a 14 persone tra frantoio, laboratorio, e azienda agricola. La produzione varia dagli olii alle salse, dai vini doc ai prodotti per la cosmesi rigorosamente a base di olive. Tanti successi (i fratelli Sommariva, tra l’altro, sono stati olimpionici di vela) ma anche qualche drammatico inciampo come la scomparsa, ancora giovanissima, di Mina, la terza sorella.

 

A fare grande il frantoio anche il museo che espone la storia di uno dei lavori più antichi e importanti della regione Liguria.  In esso è custodita tutta la storia della civiltà dell’olio, ma anche tanta arte contemporanea dalla pittura, passando per la scultura arrivando alla fotografia; in queste sale infatti la Famiglia Sommariva offre ad artisti la possibilità di esporre le proprie opere. Il museo ha ospitato personaggi del calibro di Moni Ovadia, Federico Moccia, Antonio Ricci, Carlo Denei, Vittorio Sgarbi.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...