A Ranzi torna l’Incanto, un’asta per le celebrare le messe dei defunti

E’ una tradizione che a Ranzi, frazione collinare di Pietra Ligure, si perde nella notte dei tempi e che ogni anno si ripete nel giorno di Ognissanti. Parliamo dell’Incanto, una sorta di asta che, quest’anno, venerdì 1 novembre alle 15.30, si ripete di fronte alla Parrocchia di San Bernardo Abate. Un’asta particolare, dove si mettono all’incanto vino novello, olio appena franto, zucche, cachi, funghi, conserve, il tutto rigorosamente prodotto a Ranzi.

“In pratica al mattino due giovani della parrocchia girano per le case di Ranzi chiedendo una donazione, in natura, per la parrocchia. Al pomeriggio, dopo la messa delle 15, sul sagrato della chiesa si dà vita all’asta dei prodotti regalati al mattino. Il ricavato viene devoluto interamente alla parrocchia per la celebrazione, durante l’anno, di messe in suffragio dei defunti del Paese”, racconta Andrea Bergallo, giovane continuatore della tradizione, l’unica della Liguria di questo tipo. Alle 15,30, l’ormai storico battitore Bruno Testi, rigorosamente in dialetto ligure (altra particolarità dell’Incanto ranzino), stabilirà un prezzo di partenza per vino, olio, zucche, cachi, funghi, ciclamini e altre tipicità di stagione, mentre i partecipanti con una “accanita” quanto simpatica gara al rilancio cercheranno di aggiudicarsi il prodotto messo all’asta. Tutto in dialetto, tutto con prodotti di stagione coltivati sulla collina o conserve, marmellate, sughi preparati questa estate dalle donne dello splendido borgo arroccato sulle alture di Pietra Ligure.

Per me, ma questa chiusa non dovrebbe far parte del post, ma quando parlo o scrivo di Ranzi, è  un momento di grande tristezza. Ciao Augusto.

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...