A Sanremo una serata di gala lunga 8 secoli…

No, non è una loggia massonica (almeno, non la è nel senso esoterico, dal punto di vista del gusto, diciamocelo, i sapori non sono democratici, sono divisivi, o piacciono o non piacciono, basti pensare al tartufo o allo stoccafisso, e hanno dei veri e propri adepti), e neppure una sezione del Rotary. Sanremo, salone feste dell’Hotel Royal, storico cinque stelle matuziano, ci sono smoking, visoni per le signore, chef stellati o stellabili, materie prime che puntano all’eccellenza.

Benvenuti alla festa per i “primi quarant’anni” del Baillage di Sanremo-Riviera dei Fiori Fiori della Chaîne des Rôtisseurs, la confraternita dei “rosticcieri” francesi, nata nel 1248, abolita dopo la Rivoluzione, rinata a Pasqua 1950, quando tre gastronomi, Auguste Bécart, Maurice-Edmond Sailland detto Curnosnky, principe eletto tra i gastronomi, Jean Valby (giornalista) e due professionisti della cucina, Louis Giraudon e Marcel Morin, si proposero di riportare all’onor del mondo lo “spiedo” e all’antico splendore, restaurandone i valori e le tradizioni dell’antica corporazione “Des Rôtisseurs”, con tutti i privilegi e obblighi connessi, comprese le insegne araldiche, i simboli (quattro punte di spiedi, o di lance, se si vuole essere più guerrieri e antichi). Una associazione di buongustai che oggi conta 25 mila aderenti in tutto il mondo (la più diffusa associazione di enogastronomia), e che unisce sia professionisti (e che professionisti!) della ristorazione, che appassionati di enogastronomia (fu Valby, grande visionario e buongustaio, a creare anche una confraternita gemella che puntava su vini e distillati).

Torniamo a Sanremo, alla cena che ha visto, come fosse “Carramba che sorpresa”, Angelo Marchiano, 91 anni suonati, ma ancora capace di progettare e realizzare locali (l’ultimo il Vascello Fantasma di Laigueglia, sulle ceneri del suo antico e prestigioso ristorante degli Anni ‘60), consegnare alla presidente del Baillage Gabriella Berretta Ivaldo la Bolla di Fondazione (Marchiano era stato tra i fondatori 40 anni or sono) della Confraternita matuziana. Ai tavoli, tra signore e signori con coccarde, medaglioni, i grandi piatti degli chef (qualcuno preferisce essere chiamato cuoco) che hanno animato (soprattutto dal punto di visto gastronomico) la serata: i “finger food” di apertura preparati da Giancarlo Borgo del ristorante “Le Macine del Confluente” di Badalucco; i due antipasti saranno appannaggio rispettivamente di Stefano Rota del “Vascello Fantasma” di Laigueglia (Romolo Giordano del “Romolo Amarea” di Bordighera con il suo cuoco Tomatis ha dovuto dare forfait per i danni della mareggiata), il primo preparato da Robin Viale dell’”Apricale da Delio” di Apricale, il secondo dalla stellata Caterina Lanteri Cravet del “San Giorgio” di Cervo ed il dessert dalla altrettanto stellata Anna Parisi Ruffoni  della “Conchiglia” di Arma di Taggia. Tra gli ospiti i “confrères” del vicino Bailliage del Principato di Monaco guidati da Gerard Canarie e Giorgio Aleardo Zentilomo, membro del Consiglio Nazionale del Bailliage d’Italia, memoria storica della Confraternita.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...