Agrumare, buona la prima e domenica si replica

Il Pernambucco, agrume tipico della Liguria che nel Finalese ha trovato il suo habitat ideale, ha vinto. La prima giornata di Agrumare, la rassegna dedicata agli agrumi liguri, che per il secondo anno è tornata a Finalpia, ha avuto un grande successo di pubblico. Sono piaciute le bancarelle, sono piaciuti gli incontri (con tanto di degustazione) organizzati nel “Piccolo cinema Gallesio”. Ed è piaciuto lo stesso “Conte Gallesio” che girava per le strade di Finalpia, bomboniera urbanistica e commerciale da riscoprire, non solo per la splendida abbazia benedettina. Una atmosfera di festa amplificata dalla presenza delle telecamere di Rai 3 che hanno trasmesso da Agrumare il “Tg itinerante”. Soddisfatto il sindaco Ugo Frascherelli, l’assessore Delia Venerucci, Terry Pollero e Monica Fresta (lo Studio Bodoni), organizzatrici della manifestazione.

 

Gli incontri al Piccolo cinema Gallesio, condotti da chi scrive con la collaborazione di Monica Maroglio, Fiduciaria della Condotta Slow Food di Alassio, Albenga e Finale Ligure, hanno avuto un ottimo seguito di pubblico. Si è cominciato al mattino con Giuseppe “Giuse” Ricchebuono, chef stellato del Vescovado di Noli e Mimmo Parodi, produttore finalese, rappresentante dei produttori di chinotto (è l’inventore, assieme all’Antico Frantoio Tavian del Chin’Oro, una spremuta di olio e chinotto), per parlare degli agrumi in cuicna, per proseguire con l’antica arte della canditura degli agrumi, assieme a Pierpaolo Morelli, agricoltore e artigiano della canditura con dell’azienda agricola Da Casetta, e Vincenzo Servodio di Besio dal 1860, uno dei più antichi laboratori di canditura liguri. Una parentesi: i canditi artigianali sono morbidissimi e buonissimi, nulla a che vedere con i “legnetti” dei panettoni industriali. Nel pomeriggio ancora Pernambucco con Dino Monesiglio del ristorante Rosita di Finale che, assieme alla moglie, ha spiegato (con goloso assaggio) come fare marmellate di Pernambucco e crostate, sempre di Pernambucco.

Domenica 4 si replica, alle 11, con Simonetta Chiarugi, illustratrice e Claudio Porchia, amico e biografo di Libereso Guglielmi (non solo fine botanico, ma anche illustratore di livello) si parlerà dell’illustrazione botanica e, a seguire, la tradizione inglese in Liguria, con tanto di ricette di arance amare. Se ne parlerà con Alessandro Bartoli, curatore del volume “Alcune ricette di cucina per l’uso degli inglesi in Italia” (postafazione dell’indimenticabile Giovanni Rebora), a seguire degustazione a cura del produttore Federico Santamaria. Nel pomeriggio, invece, con il Filosofo della Terra Massimo Angelini si parlerà della figura di Gallesio, e chissà che non arrivi un ospite a sorpresa…

 

In funzione il mercato dei produttori e degli artigiani, il bistrot dolce&salato dell’Alberghiero, il Giardino degli agrumi, i menù a tema nei bar, ristoranti e gastronomie del rione, i percorsi golosi. Molte saranno le novità, a cominciare dall’ampliamento dell’area della manifestazione a via Molinetti. La condotta Slow Food di Albenga, Finale, Alassio in collaborazione con la ludoteca“ Treni al vapore” e con il “Ludogarden Michelini” curerà l’area dedicata ai laboratori per grandi e piccini, mentre è stata potenziata l’area dedicata ai laboratori vivaistici, con diversi appuntamenti giornalieri.  

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...