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Al San Carlo la presentazione de “I tesori di Albenga. Olio, vino e ortaggi” di Paolo Lingua e Roberto Pirino

Sabato 3 febbraio alle 17,30 all’Auditorium San Carlo, verrà presentata l’ultima opera dedicata all’agroalimentare di Paolo Lingua: “I Tesori di Albenga. Olio, vino e ortaggi”, con ricettario in appendice a cura di Roberto Pirino (De Ferrari editore). Presenti Paolo Lingua, autore del volume e coordinatore territoriale della Liguria dell’Accademia Italiana della Cucina, e Roberto Pirino, Presidente della Fondazione Oddi e delegato di Albenga e del Ponente Ligure dell’Accademia. 

“Paolo Lingua è uno storico della cucina e ha voluto scrivere questa ricerca sulla bonifica agraria della piana di Albenga, affidandomi la parte relativa al ricettario – spiega Roberto Pirino -. Ne sono stato veramente onorato e ho cercato subito una chiave ‘sincera’ per parlare dei nostri prodotti, delle nostre campagne”. 

Pirino ha infatti raccolto testimonianze e ricordi di persone anziane, tutte donne, che nella vita hanno esercitato l’attività di agricoltrici e che hanno raccontato le emozioni legate a ogni ortaggio che coltivavano. 

“I campi ad Albenga non sono tutti uguali – continua Pirino -. Ogni contadino distingueva la propria produzione da quella del vicino di campo. C’era chi aveva più carote, chi più porri, più aromatiche o pomodori e via così. Soprattutto quando la piana di Albenga era in un periodo di grande semplicità, la verdura non era uno degli ingredienti del piatto, ma era proprio il piatto. Andavano nel campo, raccoglievano il prodotto più maturo o pronto al consumo, lo cucinavano con grande semplicità, lo condivano con il proprio olio e la cena era pronta”. 

In pratica, la vera essenza delle verdure di Albenga, secondo Pirino, è nell’estrema semplicità della preparazione, perché il prodotto eccellente rappresenta il piatto stesso, soprattutto in periodi in cui l’agricoltore non pensava all’estetica del piatto, ma esclusivamente a nutrirsi. 

“Lo spirito è quello di far comprendere il silenzio che cala sulla terra di Albenga la sera, ma che ti introduce al giorno successivo per poter portare ancora nuovi prodotti e nuove emozioni”, conclude il Presidente della Fondazione Oddi. 

Pirino ha dedicato il suo ricettario “alla memoria di chi con sacrificio, tenacia e sobria gioia ci ha donato questi ricordi infiniti. Questo racconto scava nella terra, riporta alla luce tracce di un passato remoto e prossimo, come da una ricerca archeologica volta a riportare in vita ricette dimenticate, riposte nel cassetto dei ricordi di famiglia, nell’armadio della soffitta, aperto di nuovo per noi e per chi ha il desiderio di sentire il sapore della Liguria di un tempo. Quella originale, non confusa dal rumore e dalle contaminazioni recenti”. 

Seguirà un rinfresco offerto dalla Fondazione Gian Maria Oddi.

 

Questo il comunicato stampa, e ora qualche considerazione dopo aver letto il libro. Il volume, è agile, 70 pagine in totale, diviso in due parti. La prima è una fotografia sull’agricoltura ingauna, non una vera storia dell’agricoltura albenganese (troppo ristretto lo spazio), ma una disamina di quello che si coltiva attualmente, con qualche passaggio del passato. Paolo Lingua, giornalista e storico di lungo corso, fotografa la Piana con bravura, offrendo molti spunti per un eventuale sequel, magari più ricco e completo. La seconda parte, invece, è curata da Roberto Pirino che, nel corso degli anni, ha raccolto storie e testimonianze su come si mangiava nella Piana di Albenga. Una collezione di testimonianze che ha riassunto in un lungo, interessante e appassionato articolo, vestendo i panni di un antropologo delle tradizioni. Conoscendo la capacità affabulatoria di Paolo Lingua e la passione di Roberto Pirino quello di domani sarà sicuramente un incontro molto interessante.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...