Alassio, Andrea Bianchi laureato a Pollenzo con una tesi su fotografia e cibo

Andrea Bianchi ha 22 anni, è di Alassio, e, pochi giorni fa, si è laureato all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Pochi giorni fa, l’8 marzo, la cerimonia con la presenza del rettore Andrea Pieroni, del presidente dell’Università Carlo Petrini, ed altri nomi e volti noti del mondo Slow e, più in generale, del food consapevole. Andrea si è laureato con una interessantissima tesi che, in questi anni di immagine spinta, è particolarmente azzeccata. E’ lui stesso a raccontarla.

Racconta Andrea: “Negli ultimi tre anni ho frequentato l’Università di Scienze Gastronomiche e parallelamente ho partecipato a corsi di formazione come fotografo professionista, con specializzazione in still life photography e postproduzione di immagini. Recentemente mi sono interessato alla fotografia di cibo, proprio per questo ho deciso di scrivere la mia tesi di laurea proprio su questo argomento: ho ripercorso la storia della food photography, dai primi scatti di questo genere fino alle fotografie virali di oggi, analizzando da un punto di vista sociale, culturale ed artistico cosa si cela dietro ogni scatto e come dovremmo porci davanti ad esso per comprenderne a pieno il significato”.

Andrea parla anche della “sua” Liguria: “La Liguria è una regione di una bellezza unica e purtroppo molte volte non viene valorizzata come dovrebbe. A parer mio il modo migliore per esaltare questo territorio e i suoi prodotti sia smettere di essere “avari” verso il patrimonio sia naturale che culturale di questa regione; è necessario organizzare eventi e promuovere al meglio i prodotti liguri, ma soprattutto è indispensabile creare un network forte tra il turismo e gli attori del panorama enogastronomico locale per mettere in risalto e far conoscere tutte le produzioni liguri e non solamente il pesto alla genovese”.

Poi un commento su Pollenzo: “Sicuramente il percorso a Pollenzo mi ha dato modo di avere una visione molto ampia e completa di ciò che è il “cibo” non solo come alimento, ma come network ci conoscenze, ambiti e persone. Non dimenticherò mai i viaggi didattici che mi hanno permesso di conoscere e confrontarmi con molte culture e persone differenti, facendomi sentire ogni volta di più un cittadino del mondo”.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...