Alassio, con l’arte si mangia con gusto

No, non vuole essere una polemica politica, una contrapposizione con un ministro del passato (Tremonti), che affermava (ma lui, successivamente, ha smentito) che con “La cultura non si mangia”. La cultura, l’arte, ad Alassio si mangia e come. Lo hanno dimostrato questa mattina, mercoledì 27 giugno, due chef e un artista sulla spiaggia di Alassio in un evento originale, ma ripetibile: creare un quadro (o una serie di quadri) dove colori e forme “edibili” (modo colto per dire che si possono mangiare) diventano i protagonisti dell’opera d’arte.

Chefart, questo il nome dell’evento organizzato nel segno di  #2018annodelciboitaliano, è andato in scena sulla spiaggia dell’Hotel Regina, con tanti turisti e autorità (dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai al direttore di Confagricoltura, sponsor dell’evento, Michele Introna, al preside dell’Istituto Bergese di Genova Angelo Capizzi). Protagonisti della performance tra cibo e pittura due giovani e talentuosi chef alassini, Daniele Macheda e Davide Ottonello, e l’altrettanto giovane e talentuoso artista vicentino Andrea Marchesini, ormai ingauno per amore. I primi due, dopo il diploma all’Istituto Alberghiero di Alassio, hanno girato il mondo, tra ristoranti e scuole di alta cucina, e oggi si esprimono al “Maqueda” Restaurant dell’hotel Regina di Alassio, mentre Marchesini, figlio d’arte, trasmette nelle sue opere le atmosfere e i linguaggi multietnici maturati durante i viaggi-ricerca e gli studi all’estero. E mentre i due chef preparavano colori e forme ai fornelli, Andrea Marchesini componeva su tre specchi, due cerchi e in mezzo un rettangolo curvo (vedere le foto per credere) una serie di abbinamenti all’apparenza senza un senso logico, mentre alla fine, visti dall’alto, si leggevano chiaramente la collina, la spiaggia e il mare di Alassio. Una sorta di magia (anche buona, visto che gli spettatori hanno “spazzolato” in pochi minuti l’opera d’arte, accompagnata da ottime bollicine delle cantine Bosoni) che ha, di fatto, “fatto gustare Alassio e il suo territorio” nella maniera più tribale possibile, mangiandola…Che sia arte o meno, chi scrive non sa dirlo, di certo è stata una performance suggestiva e coinvolgente, divertente, alla fine sicuramente sorprendente.

Dell’espressione artistica, di fatto, rimarrà solo il video girato da Giacomo Marta e realizzato dal filmmaker alassino Willie Boehmer, immagini che avranno il compito di raccontare la storia del quadro di Alassio da mangiare. “Il progetto artistico – come sottolineano gli organizzatori – non solo valorizza il talento dei tre protagonisti della performance, ma soprattutto esalta le straordinarie risorse materiali ed immateriale della Liguria, dalle eccellenze agricole alla cultura del cibo. Una performance che si potrà ripetere, come coinvolgimento turistico, anche in altre occasioni”. In questo lavoro cooperativo, coordinato dal team dalla Galleria Artender di Alassio, hanno partecipato i giovani chef e maître del progetto eccellenze dell’Istituto Alberghiero di Alassio gestendo la parte logistica e di supporto alla performance, guidati dalla critica d’arte Francesca Bogliolo, dal geologo Alessandro Scarpati, dal giornalista e blogger Stefano Pezzini, dal direttore di Confagricoltura Savona Michele Introna e dai docenti Monica Barbera e Franco Laureri. L’evento CHEFART è stato realizzato dalla Galleria Artender, su progetto del Centro Studi F.M. Giancardi, in collaborazione con Confagricoltura Savona e il ristorante Maqueda dell’hotel Regina di Alassio.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...