Alassio, da Artender la mostra di Volker Rohlfing su laghi e nature morte

L’artista Volker Rohlfing inaugura venerdì 2 agosto, alle ore 18, con il patrocinio del Comune di Alassio, una mostra personale alla galleria Artender di Alessandro Scarpati, in Passeggiata Cadorna 53 ad Alassio. “I LAGHI E LE NATURE MORTE” è il titolo della personale, a cura della critica d’arte Francesca Bogliolo: le opere di Volker Rohlfing rimarranno in mostra sino al 18 agosto, con apertura della galleria Artender tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 22.00.

Volker Rohlfing, è nato nel 1951 a Verden/Germania ed ha passato l’infanzia nella Germania settentrionale. Per anni la sua famiglia ha vissuto a Osterholz-Scharmbeck, vicino a Worpswede, dove alla fine del Novecento i pittori del gruppo Worpswede iniziavano a vivere e a lavorare insieme. Il paesaggio ha lasciato delle impressioni forti a Rohlfing, che dopo anni ancora torna per dipingere in questo luogo. Nel 1970 Rohlfing va a Berlino-Ovest dove la sua formazione artistica è stata influenzata da due poli estremamente diversi: dalla generazione di professori dell’informale come Volkert e Thieler da un lato, e dal gruppo dei giovani realisti critici berlinesi dall’altro. I viaggi lo hanno portato spesso al Sud Europa, in Francia, Spagna e in Italia.  È stato nominato “Meisterschüler“ nel 1977 del Prof. Werner Volkert. Dal 1978 al 1987 ha insegnato Arte a Berlino. Dal 1987 a 2000 vive in Italia ed è professore d’Arte della Scuola Europea di Varese. Dal 2000 al 2016 insegna di nuovo a Berlino. Ora vive e lavora a Berlino ed in Liguria. Dal 1976 espone in Germania e in Italia. Nel 2018 ha esposto in una mostra antologica al Palazzo Oddo di Albenga.

La ricerca di Rohlfing concilia la sua matrice tedesca, più di stampo romantico che neo-oggettivista, con la dimensione visiva della pittura italiana e, aggiungerei, lombarda, caratterizzata dalla luce e quindi da una scelta cromatica fortemente autoctona. Il Lago Maggiore, quello d’Orta e quello di Lugano, ma anche il Lago di Ghirla e quello di Varese, il Lago d’Iseo, divengono proiezioni di un visto e di un vissuto interiore, che distillato negli occhi del pittore prima si cristallizza sulla tela poi, tra gli oli, gli acquerelli, i pastelli. Non sottovaluterei la suggestione di queste visioni semplici e intriganti allo stesso tempo, perché dove c’è progetto e intelligenza, disegno e costruzione, in arte c’è ricerca. Anche il paesismo sfida il trascorrere del tempo, così come la natura accorpa le novità tecnologiche e le integra a sé. Rohlfing ritrae questi paesaggi con un vero sentimento verso la realtà, con sincera vocazione pittorica. E la bellezza si cela in ogni luogo, in ogni tratto. Estratto da “Laghi senza età” Debora Ferrari, 1997

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...