Alassio, I Santi Pollastri cantano L’Ostaggionale, il lavoro precario del turismo

Si chiamano I Santi Pollastri e nascono per caso nel lontano 2008 quando a causa di un improvvisato forfait, Jan Casella, ai tempi rappresentante d’istituto si trova costretto a coprire il buco reclutando l’amico Gian (Gianluca Guardone) per una esibizione studentesca a base di musica (almeno così dicono loro).

L’esilarante prima esibizione (in cui suonarono una scapestrata ma divertente versione de “L’inno del corpo sciolto”), porta i due amici a proseguire l’avventura musicale malgrado le evidenti carenze canore di Jan, coperte abilmente dalla maestria dell’esperto Gian.

Il nome scelto per il duetto è un chiaro omaggio a Sante Pollastri l’amico anarchico del ciclista Girardengo, diventato fuorilegge e le cui gesta lo fecero diventare un personaggio quasi leggendario (fu arrestato durante un traguardo tagliato per primo dall’amico Girardengo).

Spiega Jan “Siamo uniti, oltre che da una fraterna amicizia nata nelle notti alassine nel circolo Brixton, anche da una devozione a tre grandi cantautori della musica italiana: Rino Gaetano, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, alla quale si ispirano apertamente e dei quali ripropongono spesso alcuni brani durante i concerti. Conoscere ed ascoltare i Santi Pollastri non regala riff travolgenti, voci soavi, o movimenti graziosi. I Santi Pollastri mettono tutta la loro energia nelle proprie canzoni e nei propri concerti, affrontando temi anche di critica sociale, di difficoltà giornaliere, della fatica del lavoro, sempre con intensa ironia, come i tre maestri prima citati, gli hanno insegnato. Altri collanti del duetto sono da ricercarsi nello scopone scientifico, in Zdenek Zeman, nell’Ormeasco, in Eugenio Montale, nei muri a secco e nei fedelissimi amici pronti a seguirci e sostenerci in ogni concerto tenuto nella nostra liguria”.

Oggi i due amici sono protagonisti di un video-tormentone dove mettono in musica e parole la dura vita degli “stagionali del turismo”, canzone intitola L’ostaggionale, in pratica lo stagionale ostaggio del sistema.

Il video, virale su FB e YouTube, ripropone la canzone che sta ottenendo un grande successo.

Nel video, realizzato da Teovisuals, compaiono Francisca Estevez protagonista che con la sua bellezza e gioia sta a rappresentare che l’estate, in fondo, è sempre bella, anche se si lavora. Francisca è stata una showgirl e valletta di Quelli che il Calcio. Inoltre appaiono anche due musicisti della zona: il cantautore Davide Geddo nei panni del cuoco e il Dj Manu l’esilarante bagnino (Manuele Roberto).


Di seguito il testo:

L’ostaggionale
(Autore: Jan Casella)

Mi sveglio pezzato e sento che…
ritorna l’estate
Accendo la radio e sento che…
arriva l’estate
Tutti al mare tutti al mare
Ma io non tengo dinero
Tu hai il sapore del sale
Io non vado ad Alghero
Sotto i raggi del sole
Per te è bello sognare
Sotto questo sole
A me tocca lavorare
Perché se faccio:
barista, cameriere, bagnino,
pizzaiolo, commesso, cuoco, fattorino….

SONO UNO STAGIONALE
LA MIA ESTATE E’ SUDORE
NIENTE RIPOSO SE STO MALE
E NON SI FA MAI L’AMORE!
SONO UNO STAGIONALE
LA MIA ESTATE E’ SUDORE
NIENTE RIPOSO SE STO MALE
E NON SI FA MAI L’AMORE!

Tutti infighettati
Se ne vanno alla Playa
Io a 40 gradi
Sogno l’Himalaya
Niente Africa in giardino
Mentre tu compri l’esame
Divento mingherlino
Mangio solo banane
“Bella zì ci vediamo al concerto”
“io non posso di certo”
“figa dai vieni almeno alla disco”
“ma non so manco a che ora finisco”…
Perché se faccio:
barista, cameriere, bagnino,
pizzaiolo, commesso, cuoco, fattorino….

SONO UNO STAGIONALE
LA MIA ESTATE E’ SUDORE
NIENTE RIPOSO SE STO MALE
E NON SI FA MAI L’AMORE!
SONO UNO STAGIONALE
LA MIA ESTATE E’ SUDORE
NIENTE RIPOSO SE STO MALE
E NON SI FA MAI L’AMORE!

Vado a dormire stremato e penso che
È ancora estate
Spengo la luce e spero che…
Finisca l’estate…

SONO UNO STAGIONALE
LA MIA ESTATE E’ SUDORE
NIENTE RIPOSO SE STO MALE
E NON SI FA MAI L’AMORE!
SONO UNO STAGIONALE
LA MIA ESTATE E’ SUDORE
NIENTE RIPOSO SE STO MALE
E NON SI FA MAI L’AMORE!

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...