Albenga, aperto il nuovo Maqueda, brunch e cene gourmet sul lungomare

In sordina, senza squilli di tromba, com’è nello stile del personaggio, Daniele Macheda ha aperto il suo nuovo ristorante, il Maqueda (stesso nome e, in gran parte, stessa filosofia del locale che aveva aperto con successo due anni fa all’interno dell’Hotel Regina), ad Albenga, in piazza Marconi, lungomare, di fronte alla Lega Navale, dove un tempo aveva trovato spazio la “Lanterna Blu”.

 

Daniele Macheda, chef e patron, è giovane, è talentuoso e, alle spalle, ha una lunga esperienze in Italia e all’estero, sotto la guida di grandi chef, stellati e no, e scuole di specializzazione internazionale. La sua cucina si basa sul mare, sulle verdure, sulla carne, ma a farla da padrona è la fantasia e la professionalità dello chef, con qualche contaminazione etnica, fusion. “A differenza della location di Alassio, dove la creatività la faceva da padrona, qui bisognerà anche concedere qualche cosa al passaggio, al turismo, con piatti del territorio, rivisitati senza stravolgerli. Al momento abbiamo aperto la sala interna e il dehors, ma stiamo lavorando per poter utilizzare anche il giardinetto interno”, racconta Daniele. La cantina, ad Alassio, contava una discreta varietà di etichette, anche nel reparto bollicine e distillati, e sarà trasferita ad Albenga. La proposta gastronomica, in questi primi giorni di rodaggio, propone l’apertura della cucina dalle 10 alle 14,30 per il brunch con insalate (fusion, ma anche tradizionali come il condijun), tre paste (carbonara, cacio e pepe, ajo e ojo, ma non aspettatevi quelle delle osterie romane), uova cucinate con fantasie e abbinamenti sorprendenti, toast, canapè, pancakes, sempre con un tocco gourmet. Diversa la proposta serale, dalle 19, per “l’atelier”, dove tradizione e fantasie dello chef creano un binomio perfetto per una cena gourmet. Bello il locale, tra Liguria e Giappone, firmato da Andrea Berti. Per info e prenotazioni 3299538777

Le foto sono di Andrea Berti, Giovanna Hoang e liguriaedintorni. 

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...