Albenga-Assisi a piedi, seconda tappa con qualche problema…

Seconda tappa del viaggio lungo 680 chilometri, da Albenga ad Assisi, di Sergio Giusto, artista albenganese, che camminando sugli antichi sentieri ha voluto ritagliarsi uno spazio per parlare con se stesso, quasi un bilancio ed un rilancio della sua vena artistica per arricchire le sue forme espressive. Prima di leggere il suo raccolto anticipiamo che non è stata una giornata facile…

“L’Aspirina che ho preso lunedì sera sta facendo il suo effetto, oggi, martedì 6 marzo, il raffreddore sembra arretrare. Parto da Finalborgo di buon’ora con l’intenzione di superare Savona. Cammino su sentieri splendidi, raggiungo le Manie, un altopiano splendido ma un po’ incasinato. La segnaletica dei sentieri è molto chiara per chi va un mountain bike, un po’ meno per chi cammina”, racconta con voce un po’ stanca Sergio. Il motivo lo si intuisce mentre prosegue il racconto. Il mio obiettivo è quello di raggiungere Noli ancora in mattinata e, invece, ad un certo punto, i trovo a Feglino. Due più due fa quattro, ho sbagliato strada, sono salito troppo e al posto di camminare verso Savona ho camminato, spendendo energie, verso l’entroterra. Cose che capitano a chi cammina. Un panino come pranzo e si riparte, di nuovo alle Manie e finalmente il Noli, ma siamo già nel pomeriggio. Sul lungomare un incontro inaspettato: un pellegrino partito, anche lui a piedi, da Bolzano e diretto a Santiago di Compostela. Una marcia di quattro mesi! E’ attrezzatissimo, al posto dello zaino ha un carrello che si tira dietro con una sorta di basto e, in questo modo, riesce a fare meno fatica. Abbracci e scambi di esperienza da camminatori poi ognuno riprende la strada. Per me, oggi, è finita qui. Un brodetto di pesce, ho bisogno di qualche cosa di caldo, e poi a nanna in una casa di religiosi. Domani si riparte, non so dove terminerò la marcia ma, seguendo i sentieri collinari, per arrivare solamente a Spotorno dovrebbero essere una trentina di chilometri. Domani vi racconto. AL momento buona notte”.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...