Albenga dice addio ad Angelo Iacoangeli, il “Bucaniere” del turismo

Lo conoscevo bene, con la gomma da masticare usata compulsivamente per evitare le sigarette, brusco, battuta pronta, certo non un diplomatico, se non con i clienti, fossero quelli che riempivano l’albergo, fossero quelli che si sedevano ai tavoli del giardino del Bucaniere, primo (e direi unico, ma potrei essere smentito) pianobar-dancing di Albenga. Per non dire della discoteca, una delle prime (la primogenitura fu della Mandragola di Gigi Moraca, poi Boitte e infine Black Out, su viale Martiri), capace di richiamare i giovani dell’epoca. Angelo Iacoangeli, cugino primo di Angioletto Viveri, è morto da qualche ora, abitava a Boissano da anni, ma è sempre stato albenganese. Non ho idea di quando sarà il funerale, e poco mi interessa.

Per quel che può valere voglio ricordarlo alla mia maniera, di un diciannovenne che, assieme ad altri pazzi, fine 1975, gennaio 1976, fonda una delle prime radio libere in Italia, Radio Liguria International. Prima trasmissione 10 gennaio 1976, passano un apio di settimane e arriva Angelo Iacoangeli: “Cerco Stefano Pezzini”, dice a Silvana, la segretaria. Sono in trasmissione, ma lui aspetta. Ci conosciamo, lui “vecchio” (tipo 37 o 38 anni, io 19) e mi chiede di fare il dj al Bucaniere, per me un locale di perdizione (della serie, frequentavo lo Psycotron ad Alassio e l’Oil Can Harri’s, ma al pomeriggio, solo poche volte all’epoca si trascorrevano le serata, sino all’una, al Boccaccio di Alassio), ci andavano quelli grandi (per dire quelli di 22 o 23 anni, Faggio, Garofalo, Burlando…), ma ricco di grande fascino. Ok, dico, vengo, Angelo mi dice “Ti posso pagare poco, 10 mila lire a sera (poco?), ma se ti va possiamo anche vedere di fare i matinée, la domenica pomeriggio, però li facciamo a metà del guadagno, dobbiamo ripartire da zero”. Accetto. Per due anni nei fine settimana, da giovedì a domenica, sono in discoteca. Le fidanzatine dell’epoca accettano di essere le “ragazze sedute”. Al bar c’era Marino, un cinghialone di San Fedele, al banco una serie di ex ragazzi che ancora oggi incrocio. Angelo, sempre elegante e gentile, dettava la linea: “Se il cliente vuole un Glen e Coca prendete il bottiglione, se vogliono il Glen liscio, usate la bottiglia”, chi vuole pensare male può farlo, ma nessuno si è mai lamentato…La stagione del Bucaniere gestione Angelo finì, per qualche tempo la discoteca fu gestita da altri amici, Prospero Roveraro e Beppe Zerlottin, siamo già negli Anni ‘80, Angelo scendeva ogni tanto, salutava e se ne andava. Poi il ritiro, il Bucaniere è diventato un palazzo sul mare, Angelo ha proseguito seguendo la pallavolo, la sua grande passione. Oggi la notizia, se ne è andato, come in baker che ha lanciato la palla troppo alta, e non è più scesa…Riposa in pace.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...