Albenga, ecco il quarto numero di Sacro e Vago Giardinello

Sabato 1 dicembre alle 16.30, nella chiesa di Santa Maria in Fontibus ad Albenga, avrà luogo la presentazione del quarto numero della rivista “Sacro e Vago Giardinello” curata dal Centro Studi di Storia della Chiesa della Diocesi di Albenga-Imperia “Gio. Ambrogio Panieri”.

Anche quest’anno la pubblicazione riserva contributi di notevole interesse. Apre un articolo di Valeria Moirano che illustra la luminosa figura di don Pietro Enrico originario di Bossoleto (Villanova d’Albenga), trucidato dai nazisti nel 1943. Si prosegue con un illuminante dissertazione di Luciano Livio Calzamiglia su un importante dipinto quattrocentesco conservato nel Museo Diocesano di Albenga. Luca Lanzalaco e Antonio Rolandi Ricci rendono noti tre dipinti inediti dell’artista seicentesco Bernardo Raibado. Orlando Boccone ci offre invece un’esauriente trattazione di uno splendido parato liturgico di epoca settecentesca conservato nella chiesa parrocchiale di Toirano. Fausta Franchini Guelfi ci accompagna poi idealmente in alcuni edifici della Diocesi a scoprire importanti sculture marmore mariane di ambito genovese fra Sei e Settecento. Grazie a Giacomo Nervi vengono inoltre pubblicati interessanti documenti relativi alla Confraternita di San Bartolomeo a Lusignano che offrono un interessante spaccato della sua vita associativa durante il XVIII e il XIX secolo. Nelle due consuete rubriche, Gianmaria Mandara sintetizza l’attività del 2017 del Museo diocesano e del Battistero, mentre Alma Oleari da conto dell’operato dell’Ufficio Beni Culturali e dell’Archivio diocesano nello stesso periodo. Chiude la rivista un toccante ricordo di Luciano Livio Calzamaglia del professor Antonio Arecco, il socio più anziano del Centro Studi e indimenticato protagonista degli studi storici sulla nostra Diocesi. All’evento saranno presenti monsignor Giorgio Brancaleoni, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Albenga-Imperia e il professor Franco Gallea che “intervisterà” gli autori dei vari contributi.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...