Albenga, il Cantuccio festeggia 40 anni di pizze gourmet

Luglio 1979, Giuseppe “Pino” Esposito lascia Napoli per raggiungere il fratello Renato, fotografo affermato in Riviera, ad Albenga. Rileva il Bar Mario in viale Italia, bar frequentato soprattutto per la sua sala biliardi, proprio accanto al negozio-laboratorio del fratello. Albenga ha ancora due caserme, le pizzerie non mancano, ma la maggior parte sono nate per intercettare le giovani reclute in libera uscita, la qualità è quella che è. “Pino”, invece, vuole dimostrare che anche ad Albenga si può gustare una vera pizza napoletana e alcuni piatti della cucina partenopea.

Una scelta condivisa dalla moglie Germana, per anni regina della cucina del Cantuccio. Il Bar Mario si trasforma così nella pizzeria Il Cantuccio ed apre in un giorno di luglio. Un successo, la qualità delle pizze, il locale innovativo rispetto alla tradizionali pizzerie “da militari” ne fanno da subito un must richiamando clientela non solo di Albenga. Il dehors, direttamente su Viale Italia, d’estate è affollato ogni sera da famiglie di turisti che anno dopo anno tornano nel locale degli Esposito. “Una tradizione che per fortuna nostra si ripete ad ogni estate”, racconta Maurizio Esposito, il figlio di Pino che oggi, con la sorella Maria Teresa, porta avanti la tradizione di famiglia. “Certo, rispetto a 40 anni fa molte cose sono cambiate, sia nel locale che nella cucina. Con l’ultimo restyling abbiamo cercato di dare un tocco di mare, che ricorda Napoli, ma anche la Riviera ligure, per fare un locale più chiaro, allegro, capace di far trascorrere un’ora mangiando bene facendo due chiacchiere”, raccontano i due fratelli. Maurizio, diventato pizzaiolo per passione, ha rivoluzionato il menù delle pizze. “Accanto a quelle tipiche, tradizionali, proponiamo nuovi abbinamenti, nuovi impasti, insomma delle pizze gourmet anche se questo è un termine da fighetti che a me non piace. La pizza è pizza, può essere più o meno ricca, piò o meno innovativa, ma resta comunque un piatto che deve essere popolare, per questo anche il prezzo non deve essere troppo elevato”, racconta Maurizio.  

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...