Albenga, l’altra metà del cielo prende il potere all’Osteria del Tempo Stretto

L’amico Claudio Porchia, enogastronomo di rango, curatore della guida dei Ristoranti della Tavolozza, che raggruppa locali di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, ci racconta oggi quel che sta succedendo all’Osteria del Tempo Stretto di Albenga, chiusa da qualche settimana per una profonda opera di restyling, del locale in primo luogo, ma anche di sala, menù e grafica, affidata a Darinka, bravissima illustratrice torinese. Ecco il suo racconto.  

Dopo una lunga ed inutile attesa di poter trasferire l’Osteria nel centro storico di Albenga, di fronte alle insormontabili difficoltà di ordine burocratico, la chef Cinzia Chiappori ha rotto gli indugi ed ha deciso di rimanere negli attuali locali, procedendo a un rinnovamento dei locali. Il sommelier Massimiliano Moroni lascerà invece l’osteria per aprire nel centro storico un wine bar, dove potrà dare finalmente spazio alla sua grande passione per i vini. In questi giorni il ristorante sta cambiando completamente aspetto e Cinzia, giocando sulla tonalità del rosa per rendere più luminoso il locale senza intervenire sulla struttura, annuncia così il nuovo corso del locale tutto al femminile dalla cucina alla sala. L’inaugurazione del nuovo locale è prevista per il prossimo 16 febbraio con una grande festa, che permetterà ai clienti di scoprire anche la nuova proposta gastronomica: a pranzo un interessante menù di lavoro gourmet al costo di 15 euro e la sera un menù a prezzo fisso con la scelta di piatti all’interno della carta, in grado di accontentare tutti: gli amanti del pesce o della carne, ma anche i vegetariani e con qualche soddisfazione per i vegani. In carta tutte le sue preparazioni tradizionali con spunti creativi e l’utilizzo della materie prime del territorio; serate a tema con verdure e piatti di stagione ed eventi con aziende agricole della zona. Non mancheranno i corsi, dal pane alla cucina con i fiori e le erbe selvatiche, e la presenza di un pianoforte in sala anticipa qualche suggestione musicale, tutta da scoprire.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...