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Albenga, Re Carciofo premia Antonio Ricci

Venerdì 29 giugno ad Albenga la seconda edizione del premio Re Carciofo 2018, quest’anno consegnato da Enzo Bellissimo, patron e oste della Cantina di Re Carciofo, nelle mani di una grande firma della televisione italiana, albenganese Doc: Antonio Ricci. A moderare e fare gli onori di casa il professor Stefano Zecchi. L’evento si svolgerà in piazzetta San Francesco.

Gli albenganesi sanno benissimo chi è Antonio Ricci, feroce ideatore di scherzi sia al Liceo (allora Pascoli, oggi Bruno), sia al Bar Cristallo, teatro della goliardia ingauna negli Anni ‘70. Dopo una esperienza di docente liceale e vicepreside, firma come autore la prima serata del sabato di Raiuno (Fantastico) assieme a un giovane Beppe Grillo con cui, nel periodo universitario genovese, aveva stretto amicizia e complicità all’Instabile, teatro-fucina della comicità ligure. Da 30 anni Antonio Ricci firma il cult televisivo Striscia la notizia sostenendo: “Agisco per legittima difesa, cerco di resistere alla delinquenza del potere”. Per non dimenticare il mitico format satirico di Drive In che cambiò la storia dei programmi satirici e di costume all’italiana.  Da allora Antonio Ricci ha scritto programmi che hanno fatto la storia della televisione italiana, precorrendo i tempi e destrutturando attraverso un nuovo linguaggio i canoni preesistenti.

Quello di Re Carciofo sigla una serie di premi importanti per l’ingauno Ricci: 2007 il Premio Satira Politica, riconoscimento alla carriera consegnato in occasione dei vent’anni di Striscia la notizia; nel 2011 ritira il Premio Margutta per la Sezione Autore Televisivo, come riconoscimento per la sua carriera, e il Premio Giornalistico Cinque Terre per avere saputo “innovare brillantemente il giornalismo d’inchiesta e di costume”. L’ammontare del premio viene interamente devoluto da Ricci alla Croce Bianca di Albenga. Lo stesso anno, a Imperia, nel corso della rassegna cinematografica Musicals Movies & Co., gli viene consegnata la medaglia della Presidenza della Repubblica, come riconoscimento “per il suo ruolo di geniale innovatore nel campo dello spettacolo”.

L’amore per la sua terra si manifesta concretamente in una serie di attività ad Alassio e Albenga proprio a tutela del territorio, dell’arte, della cultura e della natura. Nel giugno 2006 organizza con la moglie Silvia Arnaud una cordata per sottrarre alla speculazione edilizia il complesso di Villa della Pergola, ad Alassio, perfetto esempio di architettura di fine Ottocento, salvandone il parco, che venne definito “una della meraviglie della Riviera”. Nel maggio 2012 il parco della villa è stato aperto al pubblico con l’aiuto del Fai, nel corso di una cerimonia cui ha partecipato l’ambasciatore inglese Christopher Prentice, oltre a Caroline Hanbury e agli eredi dei McMurdo e degli Hamilton-Darlymple, famiglie che sono state proprietarie o hanno vissuto nella tenuta.

Nel 2007 Striscia la notizia denuncia il progetto di costruzione di quattro torri alte 80 metri nel centro storico di Albenga, contribuendo in maniera determinante alla decisione delle amministrazioni locali di non realizzare tale scempio edilizio. Circa un anno dopo, Striscia la notizia, accusata di diffamazione dalla società che proponeva il progetto, viene assolta. Nella sentenza si legge come “la critica di Ricci sia stata argomentata in modo razionale e sulla base di effettivi presupposti di fatto”. Nello stesso anno, al Teatro Ambra di Albenga riceve la “Fionda di Legno”, assegnatagli dai “Fieui di Caruggi” per la campagna d’informazione contro la realizzazione, nel centro storico di Albenga, di quattro torri alte ottanta metri al posto dell’Ospedale Santa Maria di Misericordia.

Nel 2011 grazie al contributo di Antonio Ricci e della moglie Silvia Arnaud viene pubblicato il libro La Mortola e Thomas Hanbury dell’editore Allemandi & C., che contiene gli atti della Giornata di Studi svoltasi nel novembre 2007 e in cui è ripercorsa la vita di chi ha saputo trasformare una proprietà terriera in un giardino botanico di fama internazionale. Il 23 ottobre 2013 Antonio Ricci e sua moglie Silvia Arnaud vincono il Gran Premio Giardini 2013, istituito dall’associazione Grandi Giardini Italiani, con la seguente motivazione: “Con grande coraggio hanno salvato dalla speculazione e dall’oblio uno degli ultimi giardini liguri della famiglia Hanbury. In tempo record hanno ricreato tutti i muri a secco originari e ripiantumato l’intero giardino, che torna ad essere uno dei più belli d’Italia”.

 

LA PASSIONE DIETRO LA NASCITA DEL CARCIOFO D’ORO

Ma qual è il significato profondo di questo premio che torna oggi, dopo la consegna del Carciofo d’Oro a Monsignor Borghetti nel 2015?  Lo si trova nella parola: passione. Una passione che Enzo Bellissimo rappresenta qui ad Albenga e che manifesta giorno dopo giorno nel condurre la prestigioso Cantina di Re Carciofo con un amore profondo per la sua terra, così spigolosa e ostica a un primo sguardo e allo stesso tempo scrigno di bellezze insospettabili e sapori d’altri tempi. Tutto simbolicamente rappresentato in questo premio occasione unica per celebrare chi è diversamente unito da questa passione. Proprio come Monsignor Borghetti e Antonio Ricci che hanno portato fuori dai confini liguri l’originalità del loro operato, l’arguzia l’estro e l’ironia della Liguria. “La mia cantina è la tavola che gli amici condividono dopo una giornata di lavoro e frenesia: la spartizione del cibo che stuzzica, che diverte e rilassa”

Ma perché un carciofo a simbolo della cantina e del premio? “Con il carciofo celebro un simbolo di questa terra spinosa ma dal cuore tenero. Le mie origini sono contadine e da sempre ho lavorato sui prodotti della terra per trarne l’anima, come le mie grappe che mi valsero l’Alambicco d’Oro all’interno del Concorso Nazionale Grappe alla Douja d’Or di Asti nel 2010 e 2011. La volontà di celebrare personaggi di questa terra che hanno avuto come me la volontà di spingere oltre i confini le capacità e la curiosità di voler sempre inventarsi qualcosa di nuovo”.

Con la presenza e il carisma del grande Prof. Stefano Zecchi che sarà il moderatore su questo palco d’eccezione:  “La bellezza va celebrata sempre e sopra ogni confine. Questa visione va salvata e sapere che una terra così aspra e restia all’emanazione gratuita viene celebrata con un premio come il Carciofo d’Oro mi fa sperare che alla fine sarà proprio la ricerca della bellezza e dell’eleganza la nostra salvezza ultima.”

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...