Alla scoperta della Velella velella che “invade” le coste della Liguria

Grazie ai venti primaverili ed alle correnti marine, anche quest’anno le spiagge della Riviera stanno mostrando lo spettacolo naturale dello spiaggiamento delle Velelle, dette anche Barchette di San Pietro. Certo, danno qualche problema perchè, dopo lo spiaggiamento, comincia la loro decomposizione con odori non proprio gradevoli che si espandono sui lungomare. Ma cosa sono le Velelle? Lo spiegano gli esperti di InforMare.

 

Forse non tutti sanno che Velella velella (questo è il nome scientifico) non è un singolo individuo ma una colonia di piccolissimi organismi, chiamati zoidi, simili a polipi, ognuno dei quali con un ruolo ben definito da svolgere. Alcuni infatti procacciano il cibo, altri difendono la colonia e altri invece sono preposti alla riproduzione. Tutti convivono e si muovono grazie ad uno scheletro chitinoso a forma di disco con camere d’aria per il galleggiamento e con una cresta a mo’ di vela, che fa assomigliare la colonia da una vera e propria barca!!!

Un piccolo universo galleggiante, dunque, riconoscibile dall’intenso colore blu dovuto a particolari pigmenti interni, che vaga nel mare alla ricerca di uova e larve di pesci. Sì perché le velelle, proprio come i loro parenti più stretti quali meduse o coralli, sono carnivori e catturano le loro prede usando delle particolari cellule urticanti, innocue per l’uomo ma temibili per le prede.

Ma perché così tante velelle si spiaggiano insieme proprio in questo periodo? Dove e quando si incontrano? Bhe, purtroppo è difficile rispondere a queste domande, nonostante Velella velella sia un organismo comune e gli spiaggiamenti sempre più frequenti. I ricercatori sostengono che questi bloom (nome inglese che indica la comparsa improvvisa di numerosi organismi) siano innescati da variazioni di temperatura e da un aumento del plancton. Si ipotizza infatti che le larve di velella siano in grado di restare quiescenti, quindi di arrestare il proprio sviluppo nel periodo invernale, in attesa dei primi caldi primaverili. Grazie alle condizioni favorevoli e al clima più mite, le larve diventano adulti, attuano la fase riproduttiva e poi le correnti fanno il resto, portando a riva migliaia di individui e regalandoci una meravigliosa testimonianza di quanto poco conosciamo il nostro mare.

Questi organismi, infatti, fanno parte del “gigantesco” mondo del plankton, letteralmente dal greco “vagabondo del mare” e rappresentano parte di quella enorme biomassa che costituisce la ricchezza dei nostri oceani, anello fondamentale della catena alimentare, insostituibile biodiversità necessaria agli ecosistemi marini del pianeta.

Il consiglio che l’associazione Informare di Imperia fa a tutti, dalle maestre ai genitori o ai nonni, è quello di andare in spiaggia con alunni o bambini e osservare con attenzione tutto quello che il mare in fermento primaverile ci regala. In questa stagione infatti, oltre alle Velelle, sono molti gli organismi che vagabondano nel Pelagos, come il piccolo mollusco dalla conchiglia biancastra striata di azzurro (Janthina pallida) oppure la così detta “scarpetta di cristallo”, (Cymbulia peronii) anche questo un mollusco che, invece di una conchiglia vera e propria, in fase adulta sviluppa una struttura cartilaginea, chiamata pseudoconca, esempio di adattamento alla vita pelagica.

Fate a gara a chi riconoscere per primo quello che si spiaggia e scoprite quanto fantastico sia il mondo della battigia e quanto il mare stiamo mostrando il meglio di sé, raccontando migliaia di storie meravigliose. Se poi accanto alle Vellelle vedrete spiaggiati frammenti di plastica o altri inquinanti….allora preoccupatevi, perché quella purtroppo è un’altra storia, senza lieto fine.

Tutto quello che non sapete riconoscere, fotografatelo e mandatelo a: info@informare.net.

Risponderemo ad ogni vostra domanda e curiosità.   

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...