All’Acquario si parla di Emys orbicularis ingauna, capodogli e patelle

Mercoledì 30 maggio alle 17 l’Associazione Amici dell’Acquario organizza il terzo incontro del ciclo dei mercoledì Scienza “Aspettando l’Ocean Day” organizzato in collaborazione con l’Acquario di Genova e la Fondazione Acquario di Genova Onlus. Protagonista dell’incontro “L’Acquario fuori dalle porte” sarà nuovamente lo staff dell’Acquario di Genova per raccontare al pubblico i progetti e gli interventi a salvaguardia della biodiversità e pronto soccorso delle specie marine protette in cui la struttura è quotidianamente impegnata.

Tra i progetti, verranno illustrati l’attività di pronto soccorso tartarughe, che lo scorso 12 maggio è scaturita in un grande evento di rilascio di cinque esemplari curati nei mesi precedenti, il progetto di conservazione della Emys orbicularis ingauna, la specie di testuggine palustre endemica della Liguria che, ritenuta estinta, è invece stata riprodotta e reinserita in natura in alcune zone protette della Piana d’Albenga, il progetto Whalesafe, cofinanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Life+, per la conservazione dei capodogli, attraverso un sistema di rilevazione della loro presenza in mare e conseguente segnalazione in tempo reale alle navi per evitare collisioni con tali Cetacei.

Altri esempi illustrati saranno il progetto Relife per la conservazione della Patella ferruginea una delle più grandi patelle esistenti, un tempo molto diffusa in Mediterraneo, oggi a rischio di estinzione.

Tra gli studi presentati, quello sulle popolazioni di cavalluccio marino delle due specie mediterranee: Hippocampus hippocampus e Hippocampus guttulatus del Mar Piccolo di Taranto, uno dei luoghi più densamente popolati dai cavallucci marini in Italia. Nonostante sia un luogo altamente degradato, la miticoltura ha impedito la pesca a strascico e la ricchezza di sostanze nutritive ha favorito lo sviluppo di grandi popolazioni di crostacei preda di questi meravigliosi e strani pesci. Ai partecipanti verrà illustrata anche la partecipazione dell’Acquario di Genova a due spedizioni del Programma Nazionale Ricerche in Antartide all’inizio degli anni 2000 che ha portato alla realizzazione delle vasche antartiche, prime e uniche in Europa a essere visibili al pubblico.

Tra gli episodi particolari, verranno infine raccontati gli interventi fatti nell’estate del 2012 per liberare da alcuni ami un esemplare di manta (Mobula mobula) che per quasi due mesi ha nuotato nelle acque liguri del ponente e l’attività di monitoraggio svolta in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Genova e Savona.

A incontrare il pubblico Stefano Angelini, biologo dei Servizi Educativi dell’Acquario di Genova nella veste di moderatore, Laura Castellano, curatrice del settore Mediterraneo e Acque Fredde e Claudia Gili, Direttore Scientifico e dei Servizi Veterinari della struttura.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...