All’Alberghiero di Alassio va in scena il Premio Ferrer

Torna il concorso di cucina dedicato a Ferrer Manuelli, l’indimenticato “Oste di prua” che con i suoi locali in provincia di Savona aiutò a rivoluzionare la cucina ligure. Il “Premio Ferrer”, arrivato alla diciottesima edizione, si svolgerà lunedì 19 marzo ad Alassio, alla scuola alberghiera IPSSAR Galilei-Giancardi e, come sempre, è organizzato dall’Associazione cuochi di Savona in collaborazione con la famiglia Manuelli e Casa Artusi, la fondazione di Forlimpopoli intitolata a Pellegrino Artusi, tra i primi a codificare la cucina Italiana. La manifestazione coinvolge tutte le scuole alberghiere della provincia di Savona.

Obiettivo del concorso è valorizzare la figura dello chef Ferrer Manuelli, l’Oste di Prua, attraverso la sua visione pionieristica della cucina del territorio. Il Concorso prevede la preparazione di un piatto della tradizione ligure, in chiave innovativa, da realizzare e presentare alla giuria sensoriale in 45 minuti inderogabili, da parte del team formato da una Lady Chef o da uno Chef professionisti regolarmente iscritti a FIC abbinati ad un allievo/a dell’alberghiero alassino. La Gara vuole evidenziare le capacità di: ideare, preparare e disporre un piatto innovativo da parte del concorrente che conoscerà gli ingredienti all’apertura della “mistery box”, scatole tutte uguali all’esterno, con ingredienti diversi all’interno e, con i quali ingredienti a disposizione, realizzare la propria ricetta. La premiazione è prevista durante la serata di gala che si svolgerà, sempre all’Alberghiero di Alassio, lunedì 19 al termine del concorso.

Per chi volesse partecipare, è disponibile online il bando di iscrizione al link https://drive.google.com/open?id=1U_gOUJNcB9u9iZqPmdCg5MZnArUw9NI4

Ferrer Manuelli, con Luigi Veronelli ed Enzo Tortora entrò nelle case di migliaia di italiani con i primi programmi televisivi degli anni 70 per parlare di cucina. Ferrer Manuelli era nato a Forlimpopoli, in Romagna, il paese che aveva dato i natali anche a Pellegrino Artusi, ma visse quasi tutta la sua vita a in provincia di Savona, tra Legino, Zinola, Borghetto Santo Spirito. Lo chiamavano “oste di prua” per la capacità di cucinare il pesce. La sua cucina fu anche definita “a vela” perchè da quando aveva 12 anni andava a pesca. La sua arte in cucina rimane in un libro, “Pesto e Buridda”, edito da Marco Sabatelli di Savona, scritto assieme a Dario G. Martini nel 1974, con interventi di Luigi Veronelli ed Enzo Tortora. Un successo editoriale che, nel primo anno, ebbe ben tre ristampe e che oggi è tornato in libreria, a 42 anni dalla prima edizione. Cento ricette, di impostazione ligure con qualche influenza spagnola (ricordo di alcune esperienze giovanili catalane) in un libro essenziale, diventato una sorta di libro di testo per le scuole alberghiere quando si parla di cucina ligure.

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...