All’Osteria del Tempo Stretto una serata dedicata ai sapori di Napoli (con qualche sorpresa)

Niente da fare, Cinzia Chiappori, “Oste custode” dei Ristoranti della Tavolozza, seguace della filosofia di Slow Food, chef e patronessa del “Tempo Stretto” di Albenga, bomboniera con giardino nascosto lungo l’Aurelia, non riesce a stare ferma, a sperimentare, a proporre serate a tema, per scoprire nuovi prodotti, nuovi abbinamenti, nuove ricette, pur restando legata al territorio. Così, accanto ai mercoledì dedicati all’aperitivo lungo in giardino (vini liguri e buffet ligustico, sino a fine settembre), questa volta lancia una nuova sfida per martedì 30 luglio: una serata napoletana.

Di primo acchito uno pensa “Cosa c’entra la Liguria con Napoli”, poi va indietro con quel poco di nozioni gastronomiche e storiche e si accorge che sì, insomma, sono tante le cose che uniscono. Dai commerci (Genova e Napoli sono legate a doppio filo da famiglie armatoriali dallo stesso cognome, Grimaldi, per dire), dai prodotti (il basilico colora ricette diverse ma simili, così come il pomodoro o la “cornabuggia”, l’origano in italiano, l’olio e tanto altro), dal calore del sole (un po’ meno degli abitanti, riservati i liguri, esplosivi i napoletani), i fili che legano due eccellenze mediterranee sono veramente tanti. Ma torniamo a martedì, quel che la gola pretende. Per primo il perchè di una serata napoletana. “La mia amica chef Manuela Clemenza, anche lei associata Fic (Federazione italiana cuochi) e napoletana verace, mi ha quasi lanciato una sfida che ho deciso di accettare:  cucinerò le ricette tipiche napoletane”, racconta Cinzia. Il menù è decisamente interessante (conoscendo le due cuoche): crostino con zucchine ‘a scapece, polipetti alla Luciana, cozze gratinate, acciughe in tortiera. Qui mi fermo un secondo. Le zucchine ‘a scapace, con altro nome, le abbiamo anche in Liguria, idem le cozze gratinate (ma in Liguria, spezzino soprattutto, si fanno con mortadella e parmigiano), per non dire del tortino di acciughe. Ma è il primo a stupire: linguine alla genovese di polpo. Il fatto che si chiami “genovese” non significa nulla, nella cucina napoletana si tratta di un sugo, un ragout di carne, che deve “pippare” ore, la versione di polpo, per me sconosciuta, attizza e non poco. Poi il calamaro ripieno e dessert della tradizione. “Ma ci sarà anche un’altra sorpresa”, raccontano Cinzia e Manuela. La cena sarà nello splendido giardino, costo a persona (vini compresi, scelti dalla giovane e appassionata sommelier Ais Miranda, figlia di Cinzia e di un altro pezzo da 90 del vino Massimiliano Moroni) 35 euro, info e prenotazioni 0182571387 o 3926221924.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...