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Anche Babbo Natale a Colla Micheri per le ricette delle Antiche Vie del Sale

L’Isola Gallinara di fronte, il Pizzo d’Evigno alle spalle, Colla Micheri, borgo collinare di Andora, è un gioiellino antico, romano, addirittura, quando era una stazione di sosta lungo la via Iulia Augusta, crocevia di uomini e merci tra Roma e le Gallie. Una storia che prosegue nel Medioevo, con le case costruite in mezzo alla natura, nascoste alla vista dei pirati che dal mare minacciavano la Liguria con saccheggi e rapimenti. Un piccolo borgo, certo, ma importante, al punto che nella minuscola chiesetta di San Sebastiano, nella piazzetta del paese, è ancora custodita la sedia dove si riposò, 1812, papa Pio VII di ritorno dal quinquennale esilio francese imposto da Napoleone. E Colla Micheri cambiò nome in “Passo del Papa”, anche se oggi nessuno la ricorda con la dizione della Restaurazione. Di certo il gruppo di case è conosciuto a livello mondiale per essere stato il buen retiro di un protagonista dell’antropologia e dell’archeologia del ‘900, Thor Heyerdahl, l’esploratore norvegese del Kon-Tiki e di mille spedizioni archeologiche, che negli Anni ‘50 scelse Colla Micheri per far crescere la sua famiglia e ritornare dopo ogni spedizione. Le sue ceneri sono custodite qui, di fronte al mare che lo ha visto partire centinaia di volte…

Il borgo, 32 residenti che in estate salgono a un’ottantina con l’arrivo dei norvegesi proprietari di gran parte delle case in pietra, è meta di turisti, amanti della storia, dei paesaggi, della natura e delle passeggiate nella pineta che avvolge l’antico agglomerato di case. E’ per loro che, nonostante i pochi residenti, “resiste” l’Antica Osteria di Colla Micheri, gestita da qualche anno da chef Francesco Scotto Di Minico, campano di Procida con solide basi in cucina, e Dana in sala. Il menù, nonostante le origini del cuoco, è improntato alle ricette liguri, eseguite con “mano campana”, ma attente ai prodotti del territorio. Ed è a Colla Micheri che i giovani studenti dell’Istituto Alberghiero Giancardi di Alassio, Ambasciatori della Cucina delle Antiche Vie del Sale, hanno studiato e realizzato con chef Francesco Scotto Di Minico un menù di Natale che sposasse i prodotti della Cucina Bianca con i sapori del mare. Non solo fondere eccellenze di Liguria, ma anche videoregistrare le ricette in un progetto didattico-formativo che vede l’Istituto Alberghiero diretto dal preside Massimo Salza al fianco di Enti, associazioni e territori per la valorizzazione e la promozione dell’economia dell’entroterra attraverso l’enogastronomia e le esperienze legate allo slow tourism. A Colla Micheri sono saliti una decina di allievi dell’alberghiero guidati dai docenti del “Giancardi“ Roberto De Palo e Ivano Ioime, con al loro fianco Stefano Pezzini, giornalista, food blogger ed esperto in Storytelling, Franco Laureri, responsabile marketing e comunicazione delle Antiche Vie del Sale e le aziende partner dell’associazione presieduta da Alessandro Navone. Dietro la macchina da presa Marco Dottore ed Enzo Antinoro di TGEvents, ImperiaTV, Tele Cupole e tanto altro ancora.

Come è andata? Bene, se non benissimo. Ad accogliere il folto gruppo c’era addirittura Babbo Natale con la sua coinvolgente simpatia. Ai fornelli i giovani si sono cimentati nella preparazione delle Turle (ravioli con ripieno di patate e menta vanto della Cucina Bianca) dei fratelli Porro a tuccu di gamberi e sciac-a-trà, merluzzo con polenta bianca al sale della Liguria, il coniglio su letto di rape di Caprauna, le acciughe ripiene su una fonduta di toma di Ormea, e ancora il dolce Profumo di bosco alla lavanda del Col di Nava, un trionfo d’autunno con cachi, castagne, cioccolato…Piatti che, come detto, sono diventati videoricette, ma che saranno proposti all’Antica Osteria di Colla Micheri durante il periodo natalizio. Un modo, anche divertente, di legare prodotti, storia e paesaggi, ma soprattutto di valorizzare la Liguria che il mare lo guarda dall’alto…

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...