Anche Vittorio Emanuele II e Cavour avrebbero apprezzato i rossi di Liguria con il bollito misto…

Chissà cosa avrebbero pensato Camillo Benso, Conte di Cavour, o il suo Re, Vittorio Emanuele II, il Savoia dell’Unità d’Italia, se avessero abbinato al loro piatto preferito, il Bollito misto (non a caso, successivamente, chiamato Risorgimentale), ad un vino rosso della Liguria e non ad un Barolo di Langa…Eppure, questa sera, all’Enoteca Regionale della Liguria, sede di Ortovero, il Rossese di Campochiesa firmato dalla Vecchia Cantina Calleri di Salea d’Albenga, l’Ormeasco Superiore di Tenuta Maffone di Pieve di Teco, la Granaccia di Podere Grecale di Sanremo, insomma, i “Rossi di Liguria”, si sono sposati benissimo con il Bollito misto piemontese.

Una cena diventata ormai un classico degli appuntamenti enogastronomici organizzati da Vite In Riviera, guidata dal presidente Massimo Enrico e dalla “mano armata” di Gianni Boffredo, sommelier di rango, fronte Fisar. Il menù è stato particolarmente goloso: peperoni di Carmagnola con bagna cauda (senza latticini, ma saporita senza essere aggressiva), battuta di Fassona al coltello e scaglie di Grana, caprino piemontese aromatizzato alle erbe aromatiche liguri, bollito misto e le sue salse, bunet. Antonio Setaro, giovane, ma non troppo, chef che meriterebbe palchi ben più prestigiosi, ha guidato con mano ferma la cucina. Certo, il Bollito misto, che la Confraternita piemontese vorrebbe con 7 tagli di bue, 7 pezzi di altre carni (cotechino, gallina, lonza e altro ancora), 7 salsine e 7 verdure, non era proprio quello proposto ad Ortovero (credo sia impossibile, oggi, abbuffarsi di tutti i “pezzi” della ricetta originale), ma in ogni caso porzioni e qualità (35 chili di carne per poco più di 60 commensali) non sono mancate. Per chiudere il bunet piemontese, abbinato ad un vero e proprio rosolio, il Pippo della Cascina Feipu dei Massaretti, un passito, anno 2017, con uve rossese e granaccia, grande omaggio a Pippo Parodi, uno dei grandi saggi della viticoltura moderna (e in grande spolvero) della Liguria. Prossimo appuntamento in Enoteca l’8 febbraio (ma saremo più precisi nei prossimi giorni) con la buridda di stoccafisso, una scusa per degustare i bianchi di Liguria… 

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...