Arnasca d’Argento, una festa e un riconoscimento che premia una comunità

Giusto Giovannetti, biologo, direttore scientifico del CCS Aosta, che da sempre si muove nell’ambito delle biotecnologie a basso impatto ambientale per individuare una nuova frontiera nelle modalità di produzione agricola che aumenti la potenzialità delle colture e bonifichi i terreni agrari,ha ricevuto poche ore fa l’Arnasca d’Argento,  il prestigioso riconoscimento che fa da fiore all’occhiello all’attività della Cooperativa olivicola di Arnasco. Il premio Gianni Alberti, indimenticato amico, funzionario attento e umano della Cia, la Confederazione agricoltori, è invece andato all’Istituto Agrario Aicardi di Albenga, ai ragazzi che con passione vogliono investire nell’agricoltura il loro futuro.

Una giornata cominciata con una passeggiata guidata ad alcuni dei bellissimi oliveti estesi su 120 ettari di terrazze liguri di Arnasco.  Da quest’anno la Cooperativa olivicola, la Cooperativa olivicola di Arnasco, fondata nel 1984, con oltre 300 soci e una produzione di eccellenza di olio extravergine di oliva biologico, una “star” in bottiglia dal gusto delicato ed effetti benefici per la salute, è entrata a far parte del Consorzio dell’Olio Dop Riviera Ligure. Il tema di questa edizione dell’Arnasca d’Argento è stato “Il terroir a garanzia della qualità dell’olio Arnasca”. L’Arnasca, è bene ricordarlo, non è altro che una oliva della varietà pinola che, ad Arnasco, assume gusti e sfumature particolari, con retrogusto di pinolo. “Siamo ormai a 30 di gestione del territorio dell’Arnasca, un progetto molto importante per la Cooperativa Olivicola di Arnasco e per i suoi soci, abbiamo creduto nell’agricoltura biologica e nella biodiversità nella coltivazione dei nostri oliveti, durante questi anni il nostro credere e la nostra passione ci hanno fatto ottenere un olio unico, che permette a chi lo acquista di conoscere la sua storia, il suo terroir attraverso la tracciabilità di filiera”, spiega Luciano Gallizia, fondatore e anima della Cooperativa Olivicola, di cui è presidente da oltre trent’anni. Si è parlato, nella splendida piazzetta davanti al negozio della cooperativa, di olio, olive, sapori. E integrazione, visto che alla cooperativa di Arnasco lavorano, integrati e benvoluti, diversi immigrati della Costa d’Avorio. C’erano, tra i tanti, Carlo Romito, chef, docente, presidente di Solidus, la “costola solidale e turistica” della Federazione italiana cuochi, Giuseppe “Beppin” Rossi, storico preside dell’Agrario, e Massimo Salza, nuovo dirigente scolastico di Agrario Aicardi, Alberghiero Giancardi e Itis Ferraris (il primo impatto è stato più che positivo, sembra un dirigente concreto e competente, empatico con una realtà difficile come la Riviera…, ma questa è solo la mia impressione), Flavio Maurizio, presidente della cooperativa Macchia Verde (si legge Sagralea), Mirco Mastroianni, presidente provinciale della Cia). La serata, sa vans sans dire, si è conclusa con un ricco apericena sotto l’oliveto della Pro Loco, con il sindaco Mirone soddisfatto di aver raccolto il testimone di una comunità sempre più unita nel nome dell’olio.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...