Auguri Fiat 500 mentre Garlenda accoglie mille cinquecentisti

La Fiat 500 compie 60 anni e Garlenda, dove è nato e ha sede il Fiat 500 Club Italia, si accinge ad ospitare oltre 1000 cinquecentisti in arrivo da ogni parte d’Italia e d’Europa, compreso alcuni equipaggi da Giappone e Australia. Liguriaedintorni.it fa gli auguri alla piccola auto entrata nel mito e nella storia, con un articolo pubblicato sull’ultimo numero di 4Piccole Ruote (il mensile del club, tiratura da 20 mila copie), e di seguito con il programma del meeting.
Ha la stessa età di mia moglie e, come mia moglie, il tempo sembra non aver scalfito fascino e bellezza. La Fiat 500, quella vera, compie 60 anni, ma (forse è per colpa della Fornero, forse per una sua scelta) di andare in pensione proprio non se ne parla. Eppure 60 anni sono tanti, soprattutto per un piccolo motore, bicilindrico raffreddato ad aria, che come un tempo si diceva “ti porta dappertutto”. Certo, ti ci porta con i suoi tempi, con le sue lentezze ma, siamo sinceri, grazie alla sua calma ti permette di godere di paesaggi bellissimi, sconosciuti da chi (anche decenni fa) vedeva la guida come una sfida con il tempo, una costante gara con il contachilometri, da Milano a Bologna in 45 minuti…La Fiat 500 (sempre quella vera) permetteva e permette di conoscere territori, gente, gusti e sapori. Certo, rispetto ad oggi si viaggia un po’ stretti (del resto, io sono rimasto stupito, la Lancia Appia, all’epoca un macchinone, è lunga come una moderna Lancia Y), ma vuoi mettere lo snobismo…Attorno alla Fiat 500 (quella vera) sono nate leggende anche sociologiche, tipo l’auto che ha motorizzato gli italiani. Non è vero, quella che ha motorizzato le famiglie italiane è stata la Fiat 600, nata sempre dal genio di Dante Giacosa (a proposito, la 600 multipla, che al tempo non ebbe grande successo se non con i tassisti, non è forse l’antenata delle moderne monovolume?) e, in parte la Fiat 1100. La Fiat 500 (quella vera) era l’auto della moglie e, pochi anni dopo, dei figli. Una vetturetta capace di fare scoprire l’Italia ai più giovani, la domenica, per le gite fuori porta, magari con la fidanzata. Ecco, un altro aspetto della Fiat 500 (quella vera): una sorta di alcova, scomoda, certo, ma sempre meglio di un plaid su un prato. I suoi sedili ribaltabili, se potessero parlare…Andiamo oltre. La Fiat 500 (quella vera) è stata anche un trionfo di fantasia per quelli che, all’epoca, si chiamavano “carrozzieri”, veri e propri artisti delle lamiere: Ghia, Scioneri, Bertone e via dicendo che con una Fiat 500 (e basta con quella vera!) di base ne facevano opere capaci di sfidare il tempo, come la mitica Gamine (ne aveva una rossa, splendida, il compianto ex presidente del Fiat 500 Club Italia Giampaolo De Capitani) o quelle trasformate in fuoristrada. Per non parlare, poi, della Fiat 500 Giardiniera (proprio così, all’epoca si chiamavano giardiniera o famigliare, non station wagon), di gran moda nell’entroterra. Perché se è vero che in Francia il “signor Citroen” chiedeva agli ingegneri una macchina che potesse portare nel bagagliaio un sacco con 50 chili di patate (e nacque la 2CV, un mito francese, seguito subito dopo dalla R4 dei rivali di Stato), in Italia senza fare richieste simili gli ingegneri Fiat ci erano arrivati da soli. E altro che 50 chili di patate: quella famigliare portava chilate e chilate di ortofrutta, mobili e masserizie da Nord a Sud (per le vacanze degli immigrati) e da Sud a Nord.

E allora ecco che, a distanza di una quarantina d’anni dalla sua uscita di produzione, le auto ancora circolanti (e sono tante, tantissime) potrebbero essere stanche, pronte per la pensione. E invece no, continuano a circolare, a farsi ammirare, a farsi invidiare…Ad aiutare la Fiat 500 a rimanere giovane è stata anche Garlenda che, nel 1984, ha intuito che la “piccola auto che ha motorizzato l’Italia” (la citazione, seppur sbagliata come ho detto prima, è la mia in una relazione del 1985, un errore di gioventù) poteva diventare qualche cosa in più di una festa-raduno automobilistico. E’ nato così il Fiat 500 Club Italia, un omaggio ad un mito italiano, un simbolo della rinascita del dopoguerra. Lo spazio è tiranno, non potrò così raccontarvi le mie avventure con la mia Fiat 500 di terza mano (e non sapete cosa vi siete persi…). Vi racconterò, brevemente, cosa successe quando regalai una Fiat 500, comperata da Domenico Romano, a mia mamma, appena patentata nonostante i 50 anni passati da poco. Mi misi a sedere lato passeggero e lei, impacciata, riuscì a metterla in moto (non era facile, diciamocelo, con quella levetta sul longarone), mise la prima, la seconda, la terza, non riuscì a scalare con doppietta dalla terza alla seconda e, credo, nemmeno a trovare il freno. Ci fermammo, per fortuna a bassa velocità, sulla mia Audi 100. Era mia mamma, credente. Qualche parolaccia (anche peggio) devo averla pensata ma non è mai uscita dalla mia bocca. Auguri, Fiat 500 (lo ridico, quella vera!).


QUESTI GLI EVENTI DEI TRE GIORNI DI FESTA

L’invasione delle 500
Da venerdì 7 a domenica 9 luglio, oltre 1000 Fiat 500 storiche sono attese a Garlenda per il 34° Meeting Internazionale. Un appuntamento che coincide con il 60° compleanno dell’amatissima utilitaria, icona del Made in Italy. In verità la colorata invasione è già iniziata con l’arrivo dei primi equipaggi: come consuetudine, chi viene da più lontano giunge con qualche giorno di anticipo, trasformando la partecipazione all’evento in un’occasione di vacanza.  

In arrivo da 17 nazioni

Equipaggi da tutta Italia e dall’estero. La manifestazione è particolarmente sentita dai cinquecentisti stranieri e trasforma Garlenda nel luogo di incontro privilegiato per i Club di tutto il mondo. Il solo Fiat 500 club ha 21mila soci di cui oltre 1400 iscrittisi dall’estero nel corso degli anni. Scorrendo l’elenco degli iscritti al Meeting, si leggono le sigle di Paesi quali Francia, Belgio, Germania, Ungheria, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Olanda, Austria, Spagna, Gran Bretagna, Sudafrica, Australia, nonché Lussemburgo, nazione d’onore 2017, il cui Club di cinquecentisti festeggia il ventennale.

 Ora il Museo è più grande e più ricco 

Domani il Meeting sarà inaugurato ufficialmente e una delle prime voci del ricco programma è la riapertura del Museo Multimediale della 500 “Dante Giacosa” nella sua veste ampliata. Una nuova sala ospita quattro vetture, tra cui delle “N” (la primissima versione) e una Gamine Vignale, modello speciale che festeggia i 50 anni. La struttura ospita anche la mostra fotografica dedicata a “BeRevolution”, il viaggio dei cugini Luca ed Andrea Bonventre dal Piemonte al Giappone a bordo della 500 “Tarti”. Scopo del viaggio raccogliere i sogni dei bambini delle 14 nazioni attraversate e sostenere l’associazione FORMA dell’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino.

  Turismo Slow Drive

LA FIAT 500 ha raccolto molto significati nel corso della sua storia: è stata la compagna di viaggio degli Italiani, colei che li ha accompagnati nel periodo del “boom economico” e che ha aiutato a realizzare moltissimi sogni: le prime vacanze, l’indipendenza per i giovani, l’accorciarsi delle distanze, l’emancipazione delle donne. Nella sua terza giovinezze è ambasciatrice di una formula di turismo a misura d’uomo.

Nel pomeriggio di venerdì, partenza per un breve ma suggestivo tour con destinazione Madonna della Guardia ad Alassio e successivo aperitivo all’Ortofrutticola di Albenga. Ad Alassio si tornerà in tarda serata per un assaggio della movida in Riviera con tanto di tuffo di mezzanotte.

Sabato il programma sarà ancora più fitto e spazierà dagli approfondimenti storico-tecnici alla solidarietà, dalla scoperta delle bellezze di Imperia (meta del Grand Tour) al puro divertimento grazie al Parco acquatico Le Caravelle.

 Design e Arte

Presso il Castello Costa-Del Carretto si terrà per tutta la durata della manifestazione una mostra intitolata “1957: Macchine”, a cura della fondazione TribaleGlobale e del collettivo artistico Zerovolume, dedicata agli oggetti di design contemporanei della storica utilitaria. Saranno inoltre esposte delle opere di famosi artisti con quadri e installazioni che richiameranno le diverse interpretazioni del concetto di “macchina”.

Sempre a tema artistico l’allestimento artistico dell’ Associazione Collettivo Culturale ZEROVOLUME: tre enormi “60”, un omaggio alla Fiat 500, indiscussa icona pop del design italiano: un “PIC POINT” dove i partecipanti al 34° Meeting Internazionale potranno fermarsi per una foto ricordo e firmare i muri del 60°.

 La 500 si laurea a 60 anni, spettacolo aperto a tutti 

Lo spettacolo di sabato sera avrà il duplice obiettivo di rallegrare i cinquecentisti ed il pubblico che non manca mai di affollare Parco Villafranca e sottolineare un momento davvero emozionante. La 500 sarà infatti “laureata” (con tanto di “tocco”) come mito, come fenomeno che va ben oltre l’ambito del motorismo storico e conquista la società nel suo insieme. Sulle molte sfaccettature di questa condizione da simbolo forte e positivo della migliore italianità è incentrato il libro “Un mito italiano”.

 La grande sfilata delle nazioni e delle regioni italiane, chiude la tre giorni di festa in programma per domenica mattina all’Ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga, permetterà di cogliere una ulteriore “misura” della quantità e della qualità della passione, assolutamente senza confini, per la piccola, inossidabile vettura.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...